Autobomba a Limbadi, per Rosaria Scarpulla «pericolo di morte» - VIDEO

Le parole dell’avvocato della famiglia Vinci pronunciate in conferenza stampa a Vibo: «Ci sono elementi oggettivi che devono fare scattare la scorta»

di Cristina Iannuzzi
lunedì 7 maggio 2018
11:07
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«Non hanno compreso la gravita di quanto accaduto il 9 aprile scorso a Limbadi». Così l'avvocato Giuseppe De Pace durante la conferenza stampa in corso nella sede della Confcommercio di Vibo Valentia. Accanto a lui la signora Rosaria Scarpulla, madre di Matteo Vinci, il biologo 42enne morto nell'esplosione dell’ autobomba in cui è rimasto gravemente ferito anche il marito Francesco Vinci, ricoverato al centro grandi ustioni di Palermo. «La mia assistita corre un pericolo imminente di morte» dice il legale che poi ripercorre l'escalation di attentati subiti dalla famiglia Vinci-Scarpulla.

L’escalation di spedizioni punitive contro la famiglia

«Nel  2014 la prima  spedizione punitiva, poi l'incendio di un capannone, la muratura delle  finestre dell' abitazione di campagna. Il 30 ottobre 2017 Vinci subisce un' aggressione di puro stampo mafioso che gli procura la perdita di  tutti i denti e una  lesione cerebrale.  Gli autori dell'escalation sempre denunciati con nomi e cognomi. Fino alla bomba  del 9 aprile. Basta?» Si domanda l'avvocato che si rivolge al prefetto e al ministro dell'interno Marco Minniti. Alla luce dei fatti la signora Rosaria necessita di una scorta seria e non di  misure tutorie,  entità evanescente.

Rosaria Scarpulla testimone e collaboratore di giustizia

«Ci sono elementi oggettivi che devono fare scattare la scorta. La Signora Scarpulla – aggiunge l’avvocato - è l' unico testimone capace di indicare col suo indice i responsabili dell' attentato. In una Terra di omertà, una coraggiosa madre disposta a collaborare con la giustizia deve essere tutelata. La Signora è figlia di un dio minore?». «Se il ministro dell'interno non provvederà a dare una scorta seria, allora invito le associazioni antimafia a coordinarsi  per predisporre una scorta civile a protezione della signora Scarpulla» L'avvocato De Pace conclude la conferenza ribadendo come Matteo Vinci meriti i funerali di Stato perché era un giusto.

 

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Cristina Iannuzzi
Giornalista
Cristina Iannuzzi è nata a Castrovillari (Cs) il 05/10/1977.Vive a Vibo Valentia dal 1992. E' cresciuta  a pane e televisione. La sua attività inizia sin dagli anni giovanili a Rete Kalabria, prima come speaker, poi come conduttrice e successivamente come giornalista di cronaca e d'inchiesta.  Tra le sue trasmissioni di maggior successo figurano i reportage dalle zone alluvionate delle Marinate di Vibo Marina, dove è stata tra le prime ad arrivare e a lanciare le prime immagini e i  servizi sulla rivolta  degli extra comunitari di Rosarno. Negli anni he anche collaborato alla "Gazzetta del Sud" e ad alcuni  periodici locali. Le principali regole del suo lavoro quotidiano sul fronte dell'informazione sono  la ricerca delle verità e della notizia.
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