Rende| La Onlus di Marano vince la gara del centro anziani: Infantino colpisce ancora

In un nostro pezzo dello scorso 8 agosto vi avevamo raccontato come il potente dirigente del Comune di Rende stesse costruendo le condizioni per far vincere la gara all’associazione onlus “Con Paola”. Salvo variabili impazzite, dunque,  le nostre previsioni si sono rivelate azzeccate. Il tutto senza bisogno di consultare la sfera di cristallo ma solo leggendo gli atti del deus ex machina del sindaco Marcello Manna. (…)“l'impunità comincia col rendere le leggi inutili, e finisce col renderle ridicole”?

di Pa. Mo.
lunedì 24 settembre 2018
18:55
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Ritorniamo a parlare della storia che del centro anziani di Rende che avevamo iniziato in questo pezzo che potete leggere qui “Rende| Le pericolose “alchimie di Infantino”: il centro anziani e la onlus di Marano Marchesato” . Nel nostro precedente pezzo vi avevamo fatto una previsione, e cioè che, grazie alle alchimie del super dirigente Antonio Infantino, braccio destro del Sindaco della città di Rende, Marcello Manna, si stavano costruendo tutte le condizioni per costruire una gara su misura affinché ad aggiudicarsi la gestione di questo centro fosse l’associazione ONLUS “Con Paola“, la stessa associazione che, sempre grazie alle manovre di Infantino, aveva già beneficiato attraverso una originale  procedura d’urgenza di un affidamento  diretto per gestione provvisoria del centro. Inoltre avevamo ipotizzato che  la Onlus “Con Paola” avesse richiesto gli accreditamenti per la struttura alla Regione Calabria, accrediti che, considerati i buoni uffici del Sindaco di Rende,  Marcello Manna, con Mario Oliverio e con Nicola Adamo, avrebbero potuti  essere concessi a breve, a differenza invece, del trattamento riservato ai precedenti gestori della struttura comunale. Immaginavamo che ottenuti tali accreditamenti, sarebbe ritornato in campo Infantino, per predisporre una nuova gara, magari congegnata a favore degli attuali gestori del servizio e utilizzando i requisiti che, nel frattempo, la ONLUS “Con Paola” avrebbe potuto maturare con gli accreditamenti.


Immaginato e avverato
. E infatti con la determina n. 340 del 24 luglio scorso, adottata naturalmente dal dirigente Infantino, viene indetta la tanto attesa procedura di gara, a ben sette mesi dalla risoluzione del contratto della coop la Solidale. Il  tanto atteso bando per l’affidamento in concessione del servizio di gestione del centro anziani, ubicato nell’immobile comunale sito in c/da Tocci che dovrebbe fungere da centro diurno anziani e di casa di riposo, dunque, finalmente è stato predisposto con scadenza al 13 settembre 2018. Alla scadenza perviene una sola offerta,  costituita da un’associazione temporanea d’impresa costituita dalla società cooperativa sociale a R.L. San Biagio onlus con sede legale in via Forgitelle, 12 di Camigliatello Silano e dulcis in fundo dall’associazione onlus “con Paola” con sede legale in vaia Morroni, 36 di Marano Marchesato.

Salvo variabili impazzite, dunque,  le nostre previsioni si sono rivelate azzeccate. E non ci voleva una sfera cristallo per indovinare ma bastava  leggere tra le righe del disciplinare di gara per comprendere verso quale direzione, il dirigente Antonio Infantino, sarebbe andato a parare. Anche in questo caso,  la durata della concessione è stata fissata in nove anni, per un corrispettivo annuo di 42.000 euro, ai quali si dovrebbero aggiungere  la maggiorazione delle offerte in sede di gara e 100.000 euro di fornitura in opera e di attrezzature (laboratori, cucina, arredi, ecc.).

Al  punto 6, tuttavia, spunta la prima anomalia del bando, esattamente al capitolo  “Elementi tecnico-economico-finanziari che formano l’oggetto dell’appalto”,  alla lettera c), infatti,  è previsto che:  l’importo del precedente punto a) è puramente indicativo e potrà variare in aumento o diminuzione senza che ciò determini alcuna revisione delle condizioni contrattuali. Il che, tradotto dal linguaggio burocratico, significa che  l’aggiudicataria  potrebbe anche  non fornire assolutamente niente e ciò,  senza per questo vedersi mutare le condizioni contrattuali. Curiosa circostanza.

E non è finita, alla lettera d) del punto 6, inoltre,  viene sancito che l’importo di cui al punto b), vale a dire il corrispettivo della concessione stabiliti in 42.000 annui, sarà corrisposto con rate trimestrali di 10.500 euro ciascuna,  oppure, attraverso la riserva di due posti nel Centro Diurno e due posti nella Casa di riposo per il Comune di Rende, opzione che comunque dovrà essere sancita in sede di convenzione. Il che potrebbe significare che al Comune di Rende potrebbe non entrare nemmeno un euro. A leggere i punti successivi poi,  comincia a delinearsi non solo l’identikit del possibile vincitore ma il nome, cognome  e finanche il DNA.

Al punto 14 del bando, infatti,  sono stati indicati i soggetti potevano essere ammessi alla gara, lettere a) b) e c), ovvero, cooperative sociali e/o associazioni Onlus e loro consorzi e nello stesso punto,  viene stabilito  che “i soggetti di cui le precedenti lettere a), b) e c), dovranno avere gestito, in qualsiasi forma, strutture per disabili e/o anziani, autorizzate e accreditate/convenzionate, secondo la normativa vigente per almeno un decennio”. A questo punto viene da chiedersi: cosa c’entra la gestione di strutture per disabili nella scelta del Comune di Rende che è in procinto di affidare un centro anziani e una casa di riposo? Assolutamente nulla, tranne che, chi dovrebbe vincere, come nel caso dell’associazione onlus “per Paola” aveva svolto prevalentemente questa attività. Insomma come vincere facile facile.  Come avevamo avuto modo di evidenziare nel nostro precedente pezzo la onlus “Con Paola” aveva da tempo richiesto gli accreditamenti per la struttura alla Regione Calabria e abbiamo motivo di credere che a questo punto siano stati concessi.

 

Nel resto del capitolato di gara ci sono poi tutta una serie di altre incongruenze, tra le quali  aver  dimenticato completamente di stabilire per il nuovo gestore un riferimento a servizi minimi da garantire, non aver  indicato i requisiti di capacità economico-finanziaria  che, seppur non obbligatori, sarebbero stati comunque a tutela della stazione appaltante e dell’adempimento contrattuale. In altri termini, il dirigente Antonio Infantino, invece di tutelare l’ente, in questo caso il comune di Rende, indicando delle condizioni minime di servizi da garantire e le capacità economico-finanziarie,  si è preoccupato piuttosto di blindare e tutelare gli interessi della controparte. Stranezze rendesi targate Infantino.  Infine,  il disciplinare di gara prevedeva che si sarebbe proceduto anche in presenza di un’unica offerta valida e ciò a prescindere dall’esame della documentazione tecnica. Circostanza che si è puntualmente avverata. Risultato: gara fatta! Ora si attende l’aggiudicazione definitiva. Tutto secondo lo schema da noi previsto un mese fa.

 

Avevamo azzeccato chi avrebbe vinto il concorso interno. Abbiamo azzeccato chi avrebbe vinto la gara per la gestione  del Centro diurno e casa di riposo di Rende. Il tutto senza bisogno di consultare la sfera di cristallo ma solo leggendo gli atti del deus ex machina del Sindaco Marcello Manna, Antonio Infantino. In questo caso poi politica, affari e accordi istituzionali in vista delle elezioni è un tutt’uno. A gestire la pratica amministrativa della gestione del Centro Anziani di Rende, sono dunque, come avevamo scritto precedentemente,  Domenico Carbone, nella duplice veste di Amministratore del Comune Marano e di rappresentante della stessa cooperativa mentre, invece, a seguire la “pratica “sul fronte del Comune rendese, l’alter ego del Sindaco Manna, Annamaria Artese,  sorella di Ariosto, coinvolto qualche anno fa in una inchiesta con il boss di Cetraro Franco Muto denominata Azimuth. Domenico Carbone, a titolo di mera cronaca ricordiamo che ha aderito al movimento politico di Marcello Manna, “Laboratorio Civico. Rimane il grande arcano, quanto sta avvenendo rende sterili le leggi, i codici, le norme, oppure  sarà che aveva ragione Guillaume-Chrétien de Lamoignon de Malesherbes: “Spesso l'impunità comincia col rendere le leggi inutili, e finisce col renderle ridicole”. Pa.Mo.

 

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Pa. Mo.
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”

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