Rende| Le pericolose “alchimie di Infantino”: il centro anziani e l'onlus di Marano Marchesato

La storia dell’affidamento diretto della gestione del centro anziani alla onlus Con Paola, la richiesta di accreditamento alla Regione e gli strani rapporti tra l’amministrazione di Rende e quella di Marano. Una vicenda quasi surreale condita dalle solite alchimie del potente dirigente rendese che quando si tratta di aggirare le regole sugli appalti diventa un mago

di Pa. Mo.
mercoledì 8 agosto 2018
09:00
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Ritorniamo a parlare del dirigente del comune di Rende, Antonio Infantino, il quale onestamente ci stupisce sempre di più per l’interpretazione “creativa” delle norme relativamente agli affidamenti nel grosso comune del cosentino. Questa volta la storia è questa: la gestione di un centro di assistenza anziani nel Comune.. Ma facciamo un passo indietro per provare a ben comprendere la storia che stiamo per raccontarvi. Il  27 novembre del 2015 il Comune indice una gara d'appalto per affidare il servizio di gestione di questo centro di assistenza. Il criterio per l’aggiudicazione della gara che viene stabilito è quello della offerta più vantaggiosa a favore del Comune. Il tempo di concessione del servizio viene fissato in nove anni. Ad aggiudicarsi il servizio  una la cooperativa la “SOLIDALE” con sede a Pesaro.  L’importo di aggiudicazione dell’immobile comunale 50.000 euro. 

 

Le prospettive che la cooperativa aggiudicataria si era prefissata erano diverse, tuttavia,  la più appetibile era quella di tentare l'accreditamento con il servizio sanitario regionale. D’altronde, la struttura al momento della gara aveva una capienza di 44 posti letto e 20 ospiti. In prospettiva dell’accreditamento, dunque, un bel giro d’affari. Definiti tutti gli adempimenti di natura burocratica, la SOLIDALE di Pesaro fa istanza per l'accreditamento al servizio regionale, ma nel ginepraio degli accreditamenti socio-sanitari in Calabria, non è cosa semplice districarsi, così iniziano i primi ostacoli di natura burocratica e politica.

Ad aggravare le difficoltà, inoltre, i provvedimenti adottati dalla regione Calabria di riorganizzazione del sistema di gestione dei servizi socio-assistenziali e le procedure di autorizzazione, accreditamento e vigilanza delle strutture a ciclo residenziale e semi residenziale. Insomma, il sogno di un rapido accreditamento si infrange sull’uscio della Cittadella e di Palazzo Alemanni. 

Ad un quadro già abbastanza difficile, precedentemente, si erano aggiunti una serie di “ciliegine sulla torta”, confezionate dallo stesso comune di Rende. Una sequenza di  “postille e norme” al disciplinare e al contratto estremamente capziose, insomma, alla Solidale, rifilano una sorta di contratto capestro. Considerato tutto ciò, il 2 agosto 2017 la Solidale di Pesaro è già pronta a gettare la spugna. Dopo aver dichiarato di voler esercitare espressamente il diritto di recesso ex articolo 1373 del contratto d'appalto, infatti,  la onlus marchigiana,  il 25 novembre del 2017 comunica la sospensione dei servizi a decorrere dal 7 dicembre 2017. È evidente che fin dal 2 agosto del 2017,  il comune di Rende, e il suo super Dirigente,  avrebbero potuto in 4 comodi mesi predisporre la nuova gara. Stranamente, invece, non si fa niente.

 

A partire dall’Immacolata del 2017, dunque,  il centro Anziani di Rende rischia di rimanere senza gestione. Ma, tranquilli, al Comune di Rende, quando il gioco si fa duro, arriva il super dirigente voluto da Manna alla guida di quasi tutti i settori: Antonio Infantino. E “miracolosamente” ciò che non si è fatto in quattro mesi, Infantino, riesce a farlo in 10 minuti. Si, in 10 minuti, minuto più minuto meno, il tempo di predisporre un paio di determine dirigenziali. La risoluzione del contratto con la Solidale di Pesaro viene fatta direttamente con una determina piuttosto che in Giunta.  

 

E, nonostante il comune fosse a conoscenza già dal 2 agosto 2017 dell’intenzione della Solidale di recedere dal contratto, Infantino,  non si preoccupa affatto di indire una nuova gara, anzi, aspetta l’11 dicembre 2017 per addivenire alla determina di risoluzione del contrattuale, e nella  stessa determina ci infila una formula che, a leggerla bene, serve a  preparare quello che vi stiamo per raccontare. Infatti nell’atto dell’11/12/2017 n.1887 scrive : considerato che la Coop Solidale in seguito agli accordi di cui in premessa ha comunicato la sospensione dei servizi a far data dal prossimo 7 dicembre 2017, occorre procedere ad un affidamento provvisorio nelle more della conclusione delle procedure di appalto del servizio già in essere.  Insomma, i mesi passano invano, quattro mesi, sufficienti anche fare una gara planetaria non vengono utilizzati per fare una regolare gara. Infantino non interviene. Solo il giorno 11 dicembre, l’alchimista del comune di Rende, ben 4 giorni dopo del ritiro della SOLIDALE, predispone atti e procedure propedeutici a predisporre una procedura d’urgenza e affidare il tutto in maniera diretta e senza gara.

 

Sono gli atti amministrativi come questo che hanno reso  Antonio Infantino,  potente dirigente del comune di Rende,  più che un super burocrate tutto fare,  un abile alchimista. Come già vi avevamo raccontato per l’appalto costruito su misura per  la Maggioli, anche in questo caso, il super burocrate nominato da Manna, s’inventa la formuletta per aggirare norme e gara. La dicitura, infatti, viene infilata nella stessa  determinazione della risoluzione del contratto. Per poter procedere all’affidamento diretto hai bisogno dell’urgenza e, nonostante Infantino avesse avuto a disposizione 4 mesi per fare la gara, l’urgenza viene congegnata ad hoc quasi costruita in laboratorio.

 

Non ci credete? Ecco la prova. Con un’altra determina,  lo stesso giorno, l’11 dicembre 2017, la 1888 (numero successivo alla determina della risoluzione), dunque, pochi minuti dopo la precedente, Infantino,  predispone immediatamente la determina, dell’affidamento d’urgenza provvisorio,  alla associazione ONLUS “Con Paola“. Si, avete letto bene. In pochi minuti (almeno sulla carta, d’altronde per la logica di Infantino, più che le regole vale la vecchia abitudine del : “carta canta”), viene incaricata una nuova cooperativa, il tutto, senza nemmeno consultare o fare una rapida indagine di mercato. Dal cilindro dell’alchimista, dunque,  viene tirato fuori un nuovo soggetto che dovrà gestire il centro anziani di Rende e senza passare per una gara. E non è finita qui. Nella stessa determina, infatti,  Infantino, con spregiudicata naturalezza, sostiene   che, per arrivare a questa scelta,  si erano tenuti opportuni incontri con operatori specializzati del settore e, dunque, solo dopo tale incontri, veniva individuata l’associazione ONLUS “con Paola”, la quale, secondo la determina, dovrebbe farsi carico della gestione provvisoria della struttura.  A supporto di tale tesi, cita addirittura una nota della stessa cooperativa, la quale, si dichiarava disponibile a gestire il centro anziani. Verrebbe da chiedersi: ma come faceva a sapere la Onlus “Con Paola” che la precedente gestione avrebbe mollato? E, inoltre, degli incontri con gli operatori specializzati di cui parla Infantino è rimasta traccia? Siamo all’alchimia? Di più, molto di più. Siamo alla magia amministrativa. Alla burocrazia creativa firmata Infantino.

 

Tuttavia, la determina del magico dirigente di Rende, recita che tale affidamento è di natura provvisoria e dalla durata limitata e si rende necessario per non interrompere l’erogazione di servizi essenziali per la qualità della vita dei numerosi utenti. Un cuore grande e solidale quello di Infantino (sic). Ma, a parte il cuore tenero di Infantino, piuttosto ci si chiede, perché, e come, questa vicenda è stata portata al punto da renderla urgente? E come mai dal 2 agosto 2017 è stata trascinata all’11 dicembre del 2017?

 

Da allora, comunque,  sono passati ulteriori  8 mesi ma ancora nessuna gara è stata indetta. È sparita l’urgenza? Evidentemente, la  rapidità nel predisporre gli atti frutto delle qualità magiche o delle alchimie di Infantino sono momentaneamente sospese.

I beni informati però, sostengono una tesi più ardita. Pare che, nel frattempo, la Onlus “Con Paola” abbia richiesto gli accreditamenti per la struttura alla Regione Calabria, accrediti che, considerati i buoni uffici del Sindaco di Rende,  Marcello Manna, con Mario Oliverio e con Nicola Adamo, potrebbero essere concessi a breve, a differenza invece, del trattamento riservato ai precedenti gestori della struttura comunale. Ottenuti tali accreditamenti, infatti, allora potrebbe ritornare in campo Infantino, per predisporre una nuova gara, magari congegnata a favore degli attuali gestori del servizio e utilizzando i requisiti che, nel frattempo, la ONLUS “Con Paola” potrebbe maturare con gli accreditamenti. Supposizioni? Malelingue? Ipotesi campate in aria? Forse. Ma come diceva il buon Giulio Andreotti, a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca”.

D’altronde la Onlus “Con Paola” non è neutra alle dinamiche politiche dell’area cosentina, anzi a guardare la struttura sociale è strettamente connessa. Tutto ruota, infatti, intorno al comune di Marano Marchesato. E non a caso, in vista dell’accreditamento, i due Comuni di sono convenzionati per dare maggior supporto istituzionale alla richiesta formulata alla Regione Calabria. E, inoltre il destino della onlus “con Paola” e l’amministrazione di Marano Marchesato sono strettamente legati. Forse troppo.

Il vice presidente dell’associazione affidataria del servizio della gestione del centro Anziani di Rende, infatti,  è Antonio Carbone, padre di Domenico Carbone anche lui, membro del team dell’associazione con il ruolo di coordinatore amministrativo. Domenico Carbone è anche il vice Sindaco di Marano e assessore con delega ai servizi sociali. Domenico Carbone, il 3 giugno 2015 viene coinvolto in un operazione della DDA di Catanzaro, insieme al sindaco,  Eduardo Vivacqua e  il vice sindaco, Giuseppe Belmonte. Carbone, all’epoca, era assessore dello stesso comune. Gli amministratori di Marano, infatti, vennero indagati insieme a sei presunti esponenti della cosca di 'ndrangheta Rango-Zingari, il reato contestato fu quello  di voto di scambio aggravato dal metodo mafioso e tentata estorsione in concorso. Il 10 giugno scorso Domenico Carbone, si ricandida, è risulta il primo degli eletti. Oggi è vice sindaco del Comune. Mentre Edoardo Vivacqua è stato riconfermato Sindaco. Del team fa anche parte Franca Belmonte, come operatore socio assistenziale.


A gestire la pratica amministrativa della gestione del Centro Anziani di Rende, sono dunque, Domenico Carbone, nella duplice veste di Amministratore del Comune Marano e di rappresentante della stessa cooperativa (alla faccia del conflitto d’interesse), mentre, invece, a seguire la “pratica”sul fronte del Comune rendese, l’alter ego del Sindaco Manna, Annamaria Artese. Annamaria Artese, è sorella di Ariosto, coinvolto qualche anno fa in una inchiesta con il boss di Cetraro Franco Muto denominata Azimuth.

Infine, ad uso più che altro per il retroscena politico, Domenico Carbone,  ha aderito al movimento politico di Marcello Manna, “Laboratorio Civico. Sarà un caso? Probabilmente si. E tuttavia, le elezioni comunali sono ormai alle porte. E come sosteneva Federico il Grande: “Più si invecchia e più ci si convince che Sua sacra Maestà il Caso fa i tre quarti del lavoro in questo miserabile universo”.

E in questo caso il lavoro sembra fatto bene, forse troppo.

Pa.Mo.


Per errore nella precedente versione abbiamo attribuito una parentela con Pino Belmonte, ex vice sindaco di Marano, con la signora Franca Belmonte. In realtà, tra i due non c’è nessuna relazione di Parentela. Ci scusiamo per il refuso. (NdC)

 

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Pa. Mo.
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”

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