Stop impronte digitali “anti-furbetti”, il garante: «Violano la privacy»

I cosiddetti controlli biometrici saranno cancellati. Secondo quanto si apprende, invece, si starebbe ragionando sull'utilizzo dei sistemi di video-sorveglianza per contrastare gli abusi

di Redazione
2 ottobre 2019
17:04
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Al ministero della Pubblica Amministrazione si sta lavorando a una revisione della disciplina scaturita dalla legge Concretezza, entrata in vigore sotto il precedente Governo. C'è innanzitutto da intervenire sulla questione delle impronte digitali "anti-furbetti", il provvedimento attuativo sul quale è arrivato anche l'altolà del Garante della Privacy, tenuto a esprimere un parere.

I cosiddetti controlli biometrici saranno cancellati. Secondo quanto si apprende, invece, si starebbe ragionando sul modo migliore di utilizzare i sistemi di video-sorveglianza per contrastare gli abusi.

Il neo ministro Danone: «Uso criminalizzante della tecnologia»

La rilevazione delle impronte digitali dei dipendenti pubblici per stanare i furbetti del cartellino rappresenta «un uso criminalizzante della tecnologia» aveva detto la ministra per la Pubblica amministrazione, Fabiana Danone spiegando il perché del dietrofront su questa misura e aveva aggiunto che la tecnologia «sicuramente torna utile per tenere a bada chi abusa. Ma probabilmente va usata in modo meno criminalizzante per un'intera categoria. A mio avviso, la rilevazione delle impronte contiene in sé uno stigma di tale negatività che rischia di deprimere anche chi ogni mattina si reca sul posto di lavoro con energia ed entusiasmo».

 

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