Sanità, il ministro giura vendetta a Oliverio. «Farò di tutto per oppormi alla sua gestione»

Dopo le nomine da parte della giunta regionale dei vertici di Asp e aziende ospedaliere, Giulia Grillo è tornata a sottolineare quello che ha definito come «un grave atto di arroganza istituzionale». Poi ha rivolto un appello a tutte le Regioni: «Non fate come la Calabria, lavoriamo insieme»  

di E. D. G.
14 gennaio 2019
22:54
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Giulia Grillo
Giulia Grillo

Si è rivolta a tutti i presidenti di Regione, ma pensava alla Calabria. Ha parlato della Sanità in Italia, ma pensava alla Calabria. Il ministro Giulia Grillo aveva ancora in testa l’affronto subito dal governatore Mario Oliverio, quando questa sera ha partecipato a Presa diretta su Rai 3.

«Rivolgo un appello a tutti i presidenti di Regione – ha detto -, lavoriamo insieme per cancellare l'influenza della politica nella Sanità, perché ci sono delle regioni che la subiscono in maniera assolutamente invalidante, come la Calabria».

Grillo ha precisato: «Uno dei problemi principali della nostra sanità è che al Sud si continua a nominare sempre gli stessi manager, che non sanno fare i manager. Abbiamo bisogno di manager capaci. Dobbiamo quindi collaborare con le Regioni per un Patto per la Salute che sia serio, in cui si risolve una volta per tutte la questione della nomina dei vertici. I cittadini mi chiedono di eliminare la politica dalla sanità».

 

Ma il pensiero tornava sempre là, allo scontro con il presidente Oliverio, che ha ignorato il suo appello a condividere con il commissario alla Sanità Saverio Cotticelli la nomina dei vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere.

«In questi ultimi 4 anni – ha detto la titolare del dicastero della Salute -, la Calabria è stata l'unica regione che è peggiorata. Tutte sono migliorate, anche quelle che erano in grandi difficoltà, la Calabria no, sia negli indici dei Lea sia nel disavanzo. E cosa ha fatto il governatore Oliverio? Ha rinominato le stesse persone che hanno fatto peggiorare la situazione, quando lui avrebbe dovuto concordare delle nomine di manager che sarebbero dovuto essere il top del top».

Poco prima, in una dichiarazione affidata alle agenzie di stampa, aveva definito le nomine varate da Oliverio come «un grave atto di arroganza istituzionale che traccia una linea netta nei nostri rapporti».
«La sanità della Calabria è stata commissariata – ha proseguito - perché continua a rimanere in una situazione indecente: i livelli essenziali di assistenza peggiorano di anno in anno e il disavanzo continua a crescere. Oliverio con la sua volontà di tirare dritto, senza sentire nessuno se non la sua Giunta, con le nomine delle aziende sanitarie e ospedaliere ha di fatto sbattuto la porta in faccia ai neo commissari Cotticelli e Schael e quindi al Governo». Infine, una promessa che suona più come un avvertimento: «Farò ogni cosa in mio potere per oppormi al perpetuarsi della malagestione della sanità in Calabria e quindi a queste nomine non trasparenti. L’atto di arroganza unilaterale del presidente Oliverio merita tutto il rigore di questo Governo».

 

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