VIDEO | Il direttore dell’Azienda ospedaliera De Salazar: «Servirà anche ad abbattere le liste d’attesa». La nuova strumentazione acquistata grazie ai fondi Pnrr
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La presentazione ufficiale della nuova Tac in dotazione al pronto soccorso dell’Annunziata, un milione e trecentomila euro l’investimento complessivo effettuato attingendo ai fondi del Pnrr, si inserisce nel quadro degli interventi strutturali e dell’acquisto di apparecchiature diagnostiche che negli ultimi due anni hanno trasformato il comparto dell’emergenza-urgenza da «lazzaretto a reparto sanitario invidiato in tutta Italia con servizi di accoglienza, spazi adeguati, comfort, cure erogate da professionisti». Le parole di Vitaliano De Salazar, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, sottolineano la graduale ma concreta trasformazione di una delle aree più sensibili dell’Hub di Cosenza dove, ha detto ancora il manager ai microfoni del nostro network «senza necessità di risalire all’era geologica ma fino a poco tempo fa, per sottoporre un paziente ad esame tomografico passavano dieci ore perché bisognava spostare gli utenti su un altro piano dell’edificio e poi mettersi in coda con i pazienti del segmento ordinario. Insomma un vero manicomio. Ancora oggi continuiamo a ricevere calunnie ed insulti a cui rispondiamo con i fatti. E oggi, con i fatti, sfido chiunque ad affermare che il pronto soccorso di Cosenza non sia diventato uno dei migliori in Italia».
Intelligenza artificiale al servizio della diagnostica
La nuova apparecchiatura è collocata in locali adiacenti a quelli del triage e sfrutta l’intelligenza artificiale per snellire ed automatizzare le procedure di centraggio del paziente e quelle di refertazione: «L’esame vero e proprio – ha spiegato Michele Florio, responsabile facente funzioni dell’Unità operativa complessa di radiologia – dura soltanto pochi secondi. Quello che incide molto è sia la fase di preparazione iniziale, sia la fase di elaborazione delle immagini, sia la fase di refertazione. Questa tac di ultima generazione sfrutta l’intelligenza artificiale in tutte queste tre fasi. Sopra il lettino inoltre, è montata una telecamera che consente il corretto posizionamento del paziente ed anche di ottimizzare l’erogazione della dose radiante». Lo strumento inoltre, è dotato di un gantry del diametro di 75 centimetri. Si tratta dell’anello in cui scorre il lettino: «Questa dimensione, maggiore rispetto a quella di altri modelli – ha sottolineato ancora Michele Florio – assicura la gestione anche di pazienti obesi, lasciando inoltre maggiori margini di azioni in presenza di politraumi». L’apparecchio inoltre esegue pure la tomografia computerizzata cardiaca.
Dedicata al pronto soccorso
Nel 2024 al pronto soccorso di Cosenza sono stati eseguiti 4063 esami tomografici, nel primo trimestre 2025 siamo già a quota 961. «Questa tac – dice De Salazar – sarà prevalentemente dedicata al pronto soccorso ma potrà essere impiegata pure per abbattere le liste d’attesa. Il suo funzionamento h24 per sette giorni su sette è garantito da personale tecnico dedicato». Il direttore generale poi ha voluto sottolineare l’ottimo lavoro svolto dal direttore dell’emergenza urgenza Roberto Ricchio «un medico cosentino che simboleggia la rivincita di tutti noi su coloro che sono venuti qui da altri territori e che si sono arresi, inventando delle storie». Chiaro il riferimento alla fugace apparizione di Domenico Urso ed alla pagliacciata di Rocco Di Leo, rimasto a Policoro dopo aver giurato amore eterno all’ospedale di Cosenza. «In questo pronto soccorso – ha detto ancora De Salazar – vengono gestiti in media 250 accessi al giorno. C’è un lavoro corale dietro che dà i suoi frutti. Tutti gli utenti vengono presi in carico e trattati in base all’urgenza. Di questo tutti dobbiamo andare fieri».
Non mi muovo da qui
Vitaliano De Salazar ha poi smentito le indiscrezioni relative ad un presunto nuovo incarico che lo avrebbe riportato nella capitale: «Qualcuno ha ipotizzato che avessi intenzione di abbandonare la nave? Mi dispiace, ma io non mi muovo da qui. Sono stato a Roma per qualche giorno per questioni familiari. Sono legato a Cosenza da un progetto bello che mi regala ogni giorno tante soddisfazioni. E non andrò via finché non sarà pienamente realizzato. Ho 62 anni, alla mia età un progetto è anche una testimonianza, cioè qualcosa da lasciare per gli altri, a beneficio della collettività».