Nella legislatura delle grandi riforme portate avanti dal presidente Occhiuto, i consiglieri si sono sbizzarriti con leggi di cui la Calabria forse poteva anche fare a meno. Eccone una selezione
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Sono tante, arrivano dal lavoro delle Commissioni o della giunta regionale e spesso sono bizzarre. Si tratta delle leggi approvate dal Consiglio regionale della Calabria in questa legislatura.
Il Presidente del consiglio regionale, Filippo Mancuso, non ha mai fatto mistero del suo orgoglio per la produzione legislativa dell’aula. Al punto che ad agosto 2023 ha dato alle stampe un corposo dossier sulla performance del consiglio regionale. Non contento ha voluto presentarlo alla stampa parlando di una produzione record. I numeri (riferiti al periodo 15 novembre 2021 - 22 dicembre 2022) parlano di 20 sedute d’aula svolte, di 75 proposte di legge approvate su 143 presentate, i provvedimenti amministrativi depositati ammontano a 103, mentre quelli approvati sono stati 81.
Certamente va detto che questa legislatura è stata caratterizzata dalle tante riforme che il Presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, ha voluto mettere in campo. C’è quella epocale che riguarda l’acqua e i rifiuti con la nascita dell’agenzia regionale Arrical, che di fatto ha tolto la competenza ai sindaci. C’è quella relativa alla sanità, con la tormentata nascita di Azienda Zero, organo di coordinamento gestionale di tutte le aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria. C’èil varo del Consorzio Unico di Bonifica in luogo dei vecchi undici consorzi gran parte dei quali ormai decotti. Su tutte queste riforme bisogna ovviamente sospendere il giudizio nel senso che c’è bisogno di tempo affinché si possano valutare gli effetti di queste innovazioni.
Discorso a parte merita la grande attenzione che la giunta Occhiuto ha dato al sistema aeroportuale come strumento per incrementare l’incoming turistico in Calabria. Sotto questo aspetto non solo si sono concessi incentivi alle compagnie low cost, Rynair in primis, ma soprattutto la Regione Calabria ha deciso di incrementare in maniera massiccia le sue azioni in Sacal, la società che gestisce i tre scali calabresi. Anche qui operazione molto contestata dalle opposizioni. Ma anche in questo caso, però, serve il lungo periodo per valutare l’impatto di questa scelta.
Ma per il resto, di cosa si è occupato il consiglio? Spulciando il Burc si trovano norme davvero particolari di cui forse la Calabria poteva fare a meno. Una l’abbiamo già citata. La cosa che più risalta agli occhi è l’istituzione di una miriade di parchi e riserve naturali, alcune limitate anche ad un solo Comune o poco più (Laghi La Vota di Gizzeria, Sant’Andrea Apostolo dello Jonio, valle del Coriglianeto, del Vergari, della foce del fiume Mesima, Secca di Amendolara). O, per stare all’attaccamento alle tradizioni, la legge del 15 maggio 2024, n° 22 che reca disposizioni “per il riconoscimento, la tutela e la valorizzazione della transumanza e dei tratturi quale patrimonio culturale della Regione Calabria”.
Per rimanere nel turismo vi segnaliamo una possibilità che forse non molti calabresi conoscono ovvero il garden sharing, istituzionalizzato dalla legge del 7 agosto 2024, n. 32, che permette “ai soggetti privati di mettere a disposizione dei turisti itineranti, provvisti di mezzi mobili propri o allestimenti mobili di pernottamento, spazi all’aperto o aree verdi pertinenziali alla propria abitazione con offerta di servizi in modalità garden sharing”.
Altra ossessione dell’aula sembra essere anche la valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Fra le tante leggi che “valorizzano” troviamo infatti “La castanicoltura di Fagnano Castello, di Sant’Agata d’Esaro, di San Donato di Ninea e di Casali del Manco quale patrimonio Culturale regionale". Ancora “Riconoscimento del concorso Internazionale dei Madonnari “Città di Taurianova”. Intendiamoci si tratta di tradizioni certamente rilevanti ma che forse non sempre avevano bisogno di una legge ad hoc.
I nostri consiglieri hanno poi discusso in maniera anche accesa su un'altra legge quella relativa alla disciplina a favore “degli operatori dello spettacolo viaggiante”. L’articolo uno dice che La Regione Calabria riconosce la valenza delle attività di spettacolo viaggiante, ne riconosce il ruolo di espressione della cultura popolare e di aggregazione sociale e ne promuove lo sviluppo. Poi, sulla base di un regio decreto del 1931, istituisce un registro apposito per questi operatori. Non mancano poi le leggi per la valorizzazione della birra artigianale e anche delle piante officinali.
Ma una legge fondamentale per le sorti della Calabria è certamente quella del 31 luglio 2023, n. 30 “Riconoscimento delle Palestre della salute”. La legge oltre a riconoscere le palestre come luoghi indispensabili per esercitare il diritto alla salute istituisce un registro telematico delle palestre della salute e una serie di criteri per chi volesse ottenere l’ambito titolo.
Per chiudere vi segnaliamo la legge del 3 ottobre 2023, n° 45 che intende promuovere il benessere degli animali d’affezione. Il consiglio ha legiferato due volte in materia. Nella seconda ha deciso di aumentare il numero complessivo dei componenti dell’Autorità regionale per i diritti degli animali d’affezione e la corretta convivenza tra le persone e gli animali. Tre membri ai nostri consiglieri regionali sono sembrati pochini allora si è pensato di “allargare la partecipazione a tale Autorità, in luogo degli originali tre membri, a sette. Tale scelta si rende necessaria al fine di permettere all’organismo di poter funzionare con maggiore incisività e celerità, potendo contare su un numero maggiore di commissari che potranno mettere al servizio dell’Autorità la loro competenza e professionalità nel settore di riferimento”. I nostri piccoli animali domestici, sentitamente, ringraziano.