Quattro giorni di incontri, spettacoli e riflessioni su diritti, cittadinanza, fraternità e intercultura: appuntamento dal 3 al 6 aprile per la seconda edizione
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Dal 3 al 6 aprile a Cosenza ci sarà la seconda edizione del Festival “Frontiere”. Un evento promosso dall’Arcidiocesi di Cosenza e Bisignano, dall’Ufficio Migrantes e dall’Ufficio Caritas. Partner dell’iniziativa l’Università della Calabria e la Città di Cosenza.
Quest’anno, “Frontiere” si concentrerà su quattro temi cruciali. Diritti, cittadinanza, fraternità e intercultura, trattati ognuno in un giorno diverso. Diversi gli appuntamenti previsti dall’iniziativa, fra attività culturali, approfondimenti, spettacoli, momenti di preghiera e festeggiamenti.
“Frontiere” a Cosenza, Pino Fabiano: «Mandiamo un chiaro segnale alla comunità»
Pino Fabiano, direttore della Caritas e Migrantes, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa. «Il Festival “Frontiere” è un segnale chiaro che la nostra comunità vuole dare a Cosenza. In questi giorni, vogliamo confrontarci con i temi più urgenti che riguardano la migrazione e la convivenza tra le diverse culture».
Ogni giornata del Festival avrà un focus specifico. A partire dal 3 aprile, con incontri all’Università della Calabria dedicati alla salute dei migranti e al lavoro senza sfruttamento, per proseguire il 4 aprile con un approfondimento sulla cittadinanza, anche in vista del prossimo referendum.
Si parla di cittadinanza in vista del prossimo referendum
Il 5 aprile, il tema della fraternità sarà il cuore di un incontro con il Padre Daniele Moschetti, comboniano che ha lavorato per anni in Guinea. «Il pane della fraternità ci invita a costruire ponti tra le diverse culture, anche attraverso il dialogo e la condivisione di esperienze concrete», ha affermato Fabiano. Infine, il 6 aprile, il tema dell’intervento si concentrerà sui minori stranieri non accompagnati, una delle sfide più urgenti della nostra società.
Un momento particolarmente atteso è lo spettacolo “La Profuga”, in programma il 5 aprile al Teatro Rendano.
«Questo spettacolo ci invita a riflettere sul futuro dell’Europa, un’Europa che deve rinnovarsi e accogliere chi arriva, per ripensare il nostro modello di funzionamento». Spettacolo che verrà tenuto dalla Piccola Orchestra dei Popoli, che suona strumenti costruiti con legni della barche dei migranti.