Penultimo appuntamento per la stagione di SPAC (South Performing and Acting), sabato 5 aprile alle ore 21:15 al Teatro Comunale di Badolato (Cz) andrà in scena “A(r)mo” a cura della compagnia Ucrìu e Teatro Proskenion di Reggio Calabria. Ad andare in scena sarà uno spettacolo di Tiziana Bianca Calabrò con protagonista Renata Falcone; la regia è di Basilio Musolino.

Lo spettacolo racconta del cimitero di Armo, dove sono sepolti i migranti morti in mare. Carmen è davanti alla tomba di un ragazzo senza nome da lei ribattezzato CarloAlberto, come l’innamorato suo di tanto tempo fa, e sgrana come un rosario i ricordi di tutta una vita: «Te l’ho mai raccontata la storia di CarloAlberto mio? E Sì. Ogni volta che vengo te la racconto. Lo so. Ma voi morti c’avete la pazienza dell’ascoltare, come la Madonna del Carmelo».

Mentre dà forma al passato e ai fantasmi che lo abitano, Carmen tesse un intreccio di mancanze, di storie di povertà e ingiustizie, di dolore e perdite. A intersecarsi tra le parole, il cimitero di Armo e le presenze mute dei morti, confortati in un paradosso quasi esistenziale, dall’amorevole cura di Carmen, in un rimbalzo continuo tra passato e presente, tra le storie minute dei piccoli della terra e la storia impietosa dei migranti che sembra ripetersi sempre, pur cambiando geografia e volti.

«Fin dalle prime letture del testo e nelle successive prove – si legge nelle note di regia -, nasceva in noi la volontà di evitare lo sfruttamento del dolore e del dramma dei migranti cercando invece di restituire loro la dignità di persone, smettendo di considerarli numeri e statistiche e cominciando a chiamarli per nome, rendendoli immortali attraverso il ricordo delle loro storie. Il corpo e la voce dell’attrice in scena si trasformano nel corpo e nelle voci di coloro che, costretti per la sopravvivenza ad abbandonare terra e affetti, non ce l’hanno fatta e ora giacciono in fondo al mare. E proprio in fondo al mare la protagonista li vede in un incubo che si ripete nelle notti di Armo».

«Carmen, donna del sud, ribelle, forte e capace di tenere testa a chiunque le si metta contro prosegue Musolino -, racconta del suo grande amore emigrato in “America” e lì morto a causa di un incidente in miniera. Neanche lei ha avuto un corpo da piangere e a cui donare un ultimo saluto e questo la accomuna ai tanti amori che in Africa e nei paesi più poveri dell’Asia sono sospesi, in attesa di una chiamata che possa liberarli dalla pena. La scenografia scarna, ma che prende vita grazie alle azioni di Renata Falcone, diventa in alcuni momenti essa stessa protagonista capace di raccontare e materializzare le storie che in scena si vivono. Il colore ambra domina la scena, rievocando paesaggi desertici, ma anche la luce particolare che colpisce il cimitero di Armo nei pomeriggi di sole».

Lo spettacolo è realizzato con la collaborazione di Vincenzo Mercurio, i costumi sono di Alessia Forotti, le luci di Antonella Bellocchio.

Ricordiamo che SPAc (South Performing and ACting) è una rassegna ideata e realizzata dal Teatro del Carro, in collaborazione con il Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni, e sostenuta e finanziata da MiC / Ministero della Cultura, Regione Calabria / Cultura - Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 6.02.02 e Comune di Badolato, nell’ambito delle attività della Residenza Artisti nei Territori MigraMenti.