«Scajola ha favorito anche gli ambienti legati alla massoneria deviata»

Il procuratore aggiunto Lombardo, nell’ambito della nuova udienza del processo Breakfast in corso a Reggio Calabria, ha ampliato il capo di imputazione nei confronti dell’ex ministro e della moglie Chiara Rizzo

di Angela  Panzera
3 dicembre 2018
13:34
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Claudio Scajola
Claudio Scajola

Nuovi guai per l’ex ministro Claudio Scajola. Durante l'udienza odierna del processo “Breakfast” il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo ha dato comunicazione che per l’imputato e per Chiara Rizzo - ex moglie dell’armatore reggino Amedeo Matacena attualmente latitante a Dubai - è stato modificato il capo di imputazione. Stando a quanto dichiarato dall’accusa per i due è stata inserita anche la contestazione di aver favorito, non solo la ‘ndrangheta “ma anche gli ambienti contigui alla massoneria deviata”. Nei mesi scorsi, il pm aveva depositato l’informativa dell’indagine “Stato parallelo” nella quale si faceva riferimento all’ex senatore Marcello Dell’Utri e al ruolo di Vincenzo Speziali jr nella gestione della latitanza in Libano. Un grumo di potere che si sarebbe occupato anche della fuga di Amedeo Matacena. Ed è per questo che oggi l’accusa ha deciso di ampliare il capo di imputazione.


Per la Dda dello Stretto i due filoni investigativi sono da incrociare e collegare poiché vi sarebbe stato un collegamento “masso-mafioso” tra la latitanza di Dell’Utri e il tentativo di quella di Matacena che voleva raggiungere il paese dei cedri. Sempre nelle settimane scorse però, il Tribunale reggino aveva escluso tutto le richieste di nuove testimonianze avanzate dall’accusa e che facevano riferimento proprio all’ indagine “Stato Parallelo”.


Ritornando all’udienza odierna, in apertura le parti hanno comunicato di voler rinunciare alla deposizione dell’ex senatore Dell’Utri il quale, dopo mesi e mesi di rinvii, oggi si era recato a Roma in quanto citato dalla Procura e da alcuni difensori degli imputati. Precedentemente però, Dell’Utri aveva informato, tramite il proprio legale, che non si sarebbe sottoposto all’esame in quanto intendeva avvalersi della facoltà di non rispondere visto la sua posizione di persona indagata in procedimento “connesso”. Il processo “Breakfast “ è stato aggiornato al 14 gennaio. In questa data si registreranno, con ogni probabilità le nuove richieste istruttorie della Dda di Reggio Calabria.

 

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