Operazione Merlino, torna in libertà il sindaco di Fuscaldo

Il primo cittadino sospeso lascia il carcere dopo dieci giorni di detenzione e oltre una settimana di sciopero della fame. Stesso provvedimento per tutti gli altri indagati tranne per Michele Fernadez che passa ai domiciliari

di Francesca  Lagatta
16 novembre 2018
16:12
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Gianfranco Ramundo è tornato in libertà. A stabilirlo è stato questa mattina il tribunale del Riesame di Catanzaro, a cui i legali di Ramundo nei giorni scorsi avevano inoltrato istanza di scarcerazione. Il Riesame ha concesso la libertà anche a tutti gli indagati dell'inchiesta "Merlino" finora rimasti in cella, mentre a Michele Fernadez, figura centrale dell'inchiesta, sono stati concessi i domiciliari. 

Lo sciopero della fame

Gianfranco Ramundo, sindaco sospeso del Comune di Fuscaldo, torna il libertà dopo 11 giorni di detenzione e 9 di sciopero della fame. La protesta era cominciata a due giorni dall'arresto, avvenuto all'alba del 5 novembre scorso, per ribadire la sua estraneità ai fatti contestati dalla magistratura, che gli sono valsi l'accusa di falso ideologico.

«Un'ingiustizia, un atto lesivo della libertà di un persona innocente», con queste parole Ramundo aveva bollato la sua permanenza in carcere. Così, poco dopo, aveva completamente smesso di mangiare, soprattutto per mostrare il disappunto nei confronti di un clamore mediatico a suo dire intollerabile. «Mi trovo qui a causa di ordinanze contingibili ed urgenti firmate per consentire la gestione del depuratore - aveva fatto sapere tramite i famigliari -, in attesa dell'espletamento di un bando europeo, che, per vicissitudini burocratiche, che ho avuto già modo di illustrare e spiegare in sede di interrogatorio, non poteva essere redatto nei tempi sperati».

«Ho sempre servito il mio paese»

Una rabbia incontenibile, quella dell'esponente di Italia del Meridione: «Sono stato il primo a compiere sacrifici nel momento del bisogno e nel momento in cui abbiamo dovuto affrontare il dissesto finanziario - aveva fatto sapere in ultimo dalla sua cella -. Ho rinunciato alle indennità, ai rimborsi, ho spesso pagato di tasca mia pur di far risparmiare il Comune. Sotto l'aspetto economico ci ho perso, altroché. Ed è tutto alla luce del sole». 

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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