Sistema Fuscaldo, quelle mille telefonate per scambiare favori in Comune

Secondo gli inquirenti il funzionario responsabile dell'area tecnica Michele Fernadez avrebbe fatto pressioni per ottenere il trasferimento della moglie mettendo a segno «un articolato e macchinoso espediente» che coinvolge diversi soggetti

di Francesca  Lagatta
mercoledì 7 novembre 2018
17:57
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«Occorre una breve premessa in ordine alla posizione di Fernandez Michele, al suo rapporto con gli imprenditori e al suo modo spregiudicato di gestire la cosa pubblica in funzione dei suoi interessi privati». È scritto così a pagina 45 dell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti delle persone arrestate due giorni fa nell'ambito dell'operazione Merlino. L'inchiesta giudiziaria incentrata sulla corruzione, che ha coinvolto anche il sindaco di Fuscaldo Gianfranco Ramundo, il vicesindaco Paolo Cavaliere e l'assessore al bilancio Paolo Ercole Fuscaldo, secondo il quadro accusatorio ruoterebbe tutta intorno al sessantenne funzionario comunale.

Chi è Michele Fernadez

Michele Fernadez, cittadino di Sangineto, al Comune di Fuscaldo ricopre il ruolo di responsabile dell'Area Tecnica del Settore Urbanistica. Per lui le manette sono scattate, tra le altre cose, per l'accusa di aver «compiuto atti contrari ai doveri d'ufficio, compiuti con abuso delle qualità e dei poteri [...] a beneficio della società Impec Costruzioni Spa affidataria del servizio di gestione del depuratore comunale di Fuscaldo» o di aver violato «i suoi doveri funzionali di imparzialità e buon andamento della Pubblica amministrazione» nel procedimento per l'affidamento dei lavori di ripristino del lungomare.

In particolare, per quest'ultima vicenda, in cui Fernandez riveste il ruolo di presidente della Centrale unica di committenza, la gara «è costantemente ed interamente condizionata dagli interessi di Fernandez che, proprio nel corso dell'espletamento della predetta procedura, chiede a Perri (uno dei soci delle società che hanno partecipato al bandi, ndr) di interessarsi per un suo tornaconto personale».

Il trasferimento delle mogli

Secondo quanto ricostruiscono gli inquirenti negli atti di indagine, «Fernandez aveva interesse a far trasferire la moglie dal Comune di Fuscaldo a quello di Rende o Cosenza, e per realizzare tale obiettivo predisponeva un articolato e macchinoso espediente, che passava attraverso un ulteriore procedimento di trasferimento relativo ai coniugi [omissis] e [omissis]». In particolare il marito «dipendente del Comune di Rende, sarebbe stato disponibile a cambiare la sede di lavoro da Rende a Fuscaldo, ma a condizione che la moglie, dipendente della motorizzazione di Cosenza, venisse a sua volta trasferita al Provveditorato alle opere pubbliche di Paola.
Tale operazione, così articolata e spiegata in diverse conversazioni telefoniche, verrà realizzata grazie alle insistenze di Fernandez e all'interessamento di Perri Robertino» socio della Edil Perri snc, imprenditore partecipe alla gara per il lavori del lungomare, che vantava «legami con soggetti collegati a enti pubblici». A sua volta, Perri «chiederà l'intervento di Zucarrelli Raffaele, collaboratore esterno della Regione Calabria».

Successivamente, scrivono ancora gli investigatori «verrà dimostrato come si determinava l'illecita aggiudicazione alla società Edil Perri colludendo con quest'ultimo, oltre che con altri partecipanti alla gara in questione».

Quasi mille telefonate in un anno

Tra Michele Fernandez Michele e Robertino Perri la magistratura capterà 969 conversazioni telefoniche nell'arco di tempo che va dal 19 dicembre 2016 al 6 dicembre 2017, sintomo inequivocabile «di un anomalo rapporto tra gli stessi, certamente esulante dal dovere di terzietà in capo a chi dovrebbe in modo imparziale gestire la cosa pubblica».

L'attenzione degli inquirenti si concentra in particolar modo su una breve telefonata avvenuta tra i due il 27 marzo del 2017 che dimostrebbe come, circa il trasferimento della moglie di Fernandez, «il Perri non solo si impegnava a profondere il suo impegno in tale senso, ma si attivava affinché il trasferimento andasse a buon fine, come si può desumere dalla conversazione».

L'intercettazione al vaglio degli inquirenti

Negli atti è scritto testualmente che «il Perri passa al Fernandez una persona per dimostrargli che un qualcosa è andato in porto».

Perri: «Ingenè, io vi ho servito, un attimo che vi passo la persona, che poi ci sentiamo più tardi».

La persona dall'altro capo del telefono dice:

X: «Michelù, tutto a posto, tutto fatto, va bene? Ci siamo allora, vabbuò».

Il Perri prende il telefono e chiede se va bene e il Fernandez conferma dicendo:

Fernandez: «Quindi hai veicolato tutto?»

E il Perri conferma.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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