VIDEO | Il presidente della Giunta regionale all’inaugurazione della caserma in un bene confiscato al clan Mancuso: «Questa è una terra ricchissima di talenti ma avvelenata dalla criminalità organizzata. Oggi facciamo vedere ai clan che lo Stato c’è»
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L’occasione dell’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri a Limbadi in un bene confiscato al clan Mancuso dà a Roberto Occhiuto la possibilità di parlare dell’impegno della Regione contro la criminalità organizzata. Con una rapida premessa da parte del presidente della Giunta regionale che è anche un ringraziamento al Governo Meloni per l’attenzione nei confronti della Calabria: «Il ministro Piantedosi ha dimostrato in questi tre anni, una vicinanza, una prossimità alla Calabria che mai il Governo aveva dimostrato in questa misura negli anni precedenti».
«La ’ndrangheta investe al Nord ma alla Calabria è rimasto lo stigma»
Occhiuto punta soprattutto sul protocollo grazie al quale sono stati investiti 44 milioni di euro «per l'utilizzo a fini sociali e per ai fini di presìdi della legalità dei beni confiscati». Per il presidente della giunta regionale quel protocollo «ha consentito di dimostrare ai calabresi, ma soprattutto alla ’ndrangheta, che quello che la ’ndrangheta costruisce lo Stato lo mette a disposizione non delle cosche ma dei calabresi per fini sociali e per garantire legalità».
La presenza del nuovo comandante generale dell’Arma dei carabinieri Luongo dà l’opportunità a Occhiuto di ringraziare i militari per il loro impegno: «I calabresi sono riconoscenti alle donne e agli uomini dell'Arma in Calabria perché fanno avvertire la presenza dello Stato. Ed è bello che oggi l'Arma celebri la sua festa qui davanti ad una comunità in festa con tante associazioni che dimostrano la capacità di una comunità di ribellarsi alla ’ndrangheta».
«La ’ndrangheta – continua il presidente della giunta regionale – ha fatto un danno straordinario a questa Regione. Ora investe in Lombardia, in Veneto, in Germania. E però a noi poi resta lo stigma della regione dove la ’ndrangheta ha le proprie radici. Ma la Calabria non è solo questo».
Occhiuto agli studenti: «Potete ricostruire il futuro di questa regione bellissima»
La Calabria – sottolinea Occhiuto – è anche la terra di imprenditori «come Callipo, fatta di imprenditori come quelli che producono l'Amaro del Capo (Caffo, ndr), ci sono eccellenze come le università calabresi, che si segnalano come le prime in Italia. Però purtroppo è fatta anche di una ’ndrangheta che è ancora molto pervasiva nella comunità regionale e che ha creato un danno culturale perché ha abituato a pensare che la ’ndrangheta fosse più forte dello Stato. Oggi, però, lo Stato qui dimostra di essere più presente e più forte della ’ndrangheta».
Poi Occhiuto saluta «le persone più importanti che oggi sono qui in questo bellissimo anfiteatro». Si rivolge «ai ragazzi, agli studenti che hanno colorato con i colori dell'Italia questi spalti e che sono qui presenti a festeggiare con noi questa bella giornata. In altre occasioni ci è capitato di inaugurare delle caserme in beni confiscati della mafia e di trovare l'assenza della comunità. Non c'erano bambini».
Occhiuto: «Nella ’ndrangheta non c’è onore»
L’atmosfera di Limbadi racconta, per il presidente, una realtà diversa: «Oggi è una festa della comunità di Limbadi e io sono felice che questi giovani siano qui presenti a festeggiare insieme a noi, a dimostrare che la Calabria può vincere rispetto alla ’ndrangheta se trova la forza di educare i più giovani ad avere un rapporto diverso verso i poteri criminali, a cominciare a pensare che la ’ndrangheta non è fatta di persone d’onore».
«La ’ndrangheta – continua Occhiuto – è fatta di persone senza onore, di persone che hanno disonorato molta parte della Calabria e hanno attaccato questo stigma alla nostra regione. Siate orgogliosi perché voi potete costruire davvero il futuro di una regione bellissima, straordinaria, che purtroppo non si è sviluppata come poteva per i poteri criminali e perché c'è stata una miopia anche degli uomini delle istituzioni e anche da parte dei governi nazionali che hanno pensato che siccome in Calabria c'era la ’ndrangheta nulla si poteva fare. La ’ndrangheta non deve diventare un alibi, la Calabria è una regione che ha tantissime risorse a cominciare dai suoi giovani più straordinari».