Inchiesta rifiuti a Vibo: i responsabili della ditta Dusty interrogati dai carabinieri

Le indagini della Procura vanno avanti per far luce su quanto non ha funzionato nel mese di agosto in città e nelle frazioni

di G. B.
30 agosto 2018
13:28
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Giornata di interrogatori nell’ambito dell’inchiesta che mira a far luce su tutte le disfunzioni che si sono registrate in questo mese nella raccolta dei rifiuti a Vibo Valentia e frazioni. Un’indagine ad ampio raggio che prende in esame l’intero contratto d’appalto ed il mancato rispetto delle singole voci che compongono il capitolato. Dieci milioni di euro in tre anni con i quali l’impresa catanese “Dusty” deve assicurare l’espletamento del servizio che, oltre alla raccolta dei rifiuti, prevede lo spazzamento di strade, marciapiedi ed aiuole, la potatura degli alberi, l'eliminazione delle erbacce a bordo strada e la pulizia delle spiagge comunali dal 15 maggio al 15 settembre. 

Dopo la responsabile del settore Ambiente del Comune di Vibo Valentia, Adriana Teti, e del funzionario dello stesso settore Alfonso Colaci, gli uomini della sezione di polizia giudiziaria, aliquota “Nucleo Ambiente” della Procura - guidati dal luogotenente Gaetano Vaccari - si stanno concentrando ad ascoltare diversi responsabili della ditta “Dusty”. 

Se i due dirigenti del Comune - Adriana Teti e Alfonso Colaci - sono infatti per legge responsabili del controllo in ordine al rispetto della perfetta esecuzione del contratto d’appalto da parte della ditta, i responsabili della “Dusty” possono fornire utili elementi per comprendere cosa realmente non ha funzionato nel mese di agosto nella raccolta dei rifiuti ed i motivi alla base della trasformazione della città in una sorta di “pattumiera” a cielo aperto con tanto di micro-discariche sorte in ogni angolo della città, dal centro alla periferia. Di certo non mancano gli interrogativi che i carabinieri - coordinati dal procuratore Bruno Giordano - possono formulare ai responsabili della ditta “Dusty”, atteso anche il prelievo di diversa documentazione dagli uffici di “palazzo Luigi Razza” ed acquisita agli atti dell’indagine. 

L’inchiesta rischia quindi allargarsi a macchia d’olio, fra controllori e controllati, fra omessi controlli e conflitti di interesse. Individuate le singole fattispecie di reato commesse in materia di rifiuti nel mese di agosto, il cerchio degli inquirenti si stringe sui responsabili a cui attribuire singole contestazioni di natura penale. Tante le cose che non tornano in una vicenda ancora tutta in divenire ma che promette nuovi e clamorosi sviluppi. Se già all’inizio dell’indagine più di qualcuno al Comune di Vibo aveva iniziato a non dormire più sonni tranquilli, dopo gli interrogatori dei responsabili della “Dusty” la preoccupazione per molti sale ulteriormente. Il tutto mentre la politica cittadina è invece impegnata in queste ore in uno stucchevole “botta e risposta” fra il gruppo consiliare di “Vibo Unica, gli assessori della giunta guidata dal sindaco Elio Costa ed i capigruppo di maggioranza. Persino la semplice richiesta di convocazione di un Consiglio comunale per discutere dell’emergenza rifiuti è diventata terreno di scontro politico,con il “caso” delle presunte firme false dei consiglieri di “Vibo Unica”, sul documento di richiesta del Consiglio, sollevato dal consigliere Giuseppe Muratore.

 

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.
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