Vibo Valentia sommersa dai rifiuti, carabinieri in Comune su ordine della Procura

VIDEO| Blitz dei militari a palazzo Razza alla ricerca di documenti e carte per accertare eventuali responsabilità penali per il degrado che attanaglia la città. L'ispezione avviene dopo il sequestro effettuato all'inizio di agosto dell'isola ecologica e la scoperta da parte del nostro network di un deposito abusivo dove la ditta incaricata della raccolta ammassava immondizia senza autorizzazioni

di G. B.
sabato 25 agosto 2018
18:31
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Non passa inosservato all’occhio attento della Procura di Vibo Valentia, guidata dal procuratore Bruno Giordano, lo stato di degrado in cui versa la città capoluogo a causa di un’enorme quantità di rifiuti sparsi in strada in ogni angolo, dal centro alla periferia.Gli uomini della sezione di polizia giudiziaria della Procura, aliquota carabinieri “Nucleo Ambiente”, guidati dal luogotenente Gaetano Vaccari, hanno compiuto nelle stanze di “palazzo Luigi Razza”, sede del Comune, alla ricerca di carte, documenti ed ogni altra informazione utile a vederci chiaro sull’intero “caos rifiuti” ed accertare così eventuali responsabilità penali per reati che si stanno consumando “alla luce del sole” contro l’ambiente e la salute pubblica

La città diventata una discarica a cielo aperto


Una città trasformata in discarica a cielo aperto, con buona pace per la salute dei cittadini, che il procuratore Bruno Giordano– da sempre particolarmente sensibile alla salvaguardia ambientale e conoscitore della materia come pochi – non è disposto di certo a tollerare. Per quanto attiene ai suoi compiti più specifici – la repressione dei reati e l’individuazione delle responsabilità penali – ha quindi deciso di vederci chiaro. Ed il “blitz” all’interno del Comune  ne costituisce la conferma. Al vaglio della sezione di polizia giudiziaria - aliquota carabinieri Nucleo Ambiente – sono finiti un bel po’ di documenti: delibere, affidamenti di incarichi, appalti, proroghe e tutto quanto attiene alla gestione dei rifiuti, presente e passata. Tolleranza zero - come più volte ribadito dal procuratore nel corso delle conferenze stampa – verso chi commette reati contro l’ambiente.

Situazione insostenibile

La situazione a Vibo-città e nelle frazioni è del resto divenuta insostenibile. Una vera e propria emergenza sanitaria, con rifiuti ammassati ovunque e che occorre al più presto stroncare. La Procura ed i carabinieri – che già nelle scorse settimane hanno sequestrato l’isola ecologica di via Murmura e via Pellicano, a pochi passi dalla sede del comando provinciale dell’Arma – intendono andare sino in fondo ed indagare ad ampio raggio per portare alla luce tutte le inadempienze degli amministratori e della ditta appaltatrice della raccolta dei rifiuti, che stanno rendendo la vita impossibile ad un’intera comunità. L’indagine è appena all’inizio, ma destinata – c’è da scommetterci - a fare “rumore” in tempi brevi.

Di certo i carabinieri non sono tornati a mani vuote dalla “visita” negli uffici del Comune e di certo ogni volta che gli inquirenti hanno messo le mani nel settore dei rifiuti a Vibo Valentia, le sorprese non sono mancate: dalla vecchia società “Proserpina”, i cui amministratori si trovano attualmente sotto processo per bancarotta fraudolenta, alla ditta Ased di Rosario Azzarà, l’imprenditore di Melito Porto Salvo che si era aggiudicato la raccolta della spazzatura a Vibo ma è stato arrestato e coinvolto nel 2016 nell’inchiesta “Ecosistema” della Dda di Reggio Calabria. E nelle società addette alla raccolta dei rifiuti a Vibo non sono mancate negli anni neppure assunzioni clientelari sponsorizzate dai politici di turno. Oggi a gestire i rifiuti a Vibo Valentia è la ditta “Dusty” e, oltre agli evidenti disservizi, continuano a non mancare nei confronti della ditta accuse ben precise da parte delle organizzazioni sindacali che lamentano le modalità di impiego degli operai e non solo. Aspetti sui quali sarà ora la Procura di Vibo a dire la sua. g.b.



Chiesto un consiglio comunale urgente

Il gruppo Vibo Unica, nelle persone dei consiglieri comunali Claudia Gioia, Alfredo Lo Bianco, Stefano Luciano, Samantha Mercadante, Angelo Palamara, Giuseppe Policaro, Francescantonio Tedesco, richiede la convocazione di un Consiglio Comunale urgente con la finalità di discutere la “questione ambientale” e con la finalità di affrontare un contradittorio nei riguardi del sindaco. Lo riporta una nota inviata in serata dagli esponenti politici.


Leggi anche: Rifiuti messi a marcire sotto il sole dalla ditta che dovrebbe eliminarli

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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