Lo ha stabilito il Tribunale del riesame che ha accolto le tesi difensive. L’indagato avrebbe utilizzato indebitamente merci provento di attività illecita
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Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha annullato l'ordinanza del gip di mediante la quale era stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari, con l'applicazione del braccialetto elettronico, per Fortunato Mesiano, difeso dall'avvocato Leopoldo Marchese.
In particolare, Mesiano,da oltre vent’anni residente al Nord Italia, era stato coinvolto nell’operazione denominata Clean Money con l'accusa di aver partecipato ad un'associazione, mediante la costituzione della società Alipadania, dedita alla commissione di truffe, di aver perpetrato molteplici truffe ai danni di società con cui la Alipadania aveva avuto rapporti commerciali e di aver utilizzato indebitamente merci provento delle predette truffe nell'attività di famiglia.
Il Tribunale della libertà, accogliendo la tesi difensiva, ha disposto l'annullamento dell'ordinanza e la liberazione del Mesiano.