Il report evidenzia che il Palazzo di Giustizia è provvisto di punti rete in seguito alla realizzazione del cablaggio allestito di recente in Convenzione Consip Lan 7
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
La lunga battaglia della Camera Penale di Cosenza contro il nomadismo giudiziario segna un punto importante: la recente relazione ministeriale del 27 gennaio 2025 conferma che le aule del Palazzo di Giustizia di Cosenza sono attrezzate per la celebrazione di maxi-processi, smentendo le precedenti valutazioni degli Uffici di Presidenza della Sezione Penale e del Tribunale.
Un punto di svolta, secondo l’Avvocatura cosentina, che ha più volte denunciato il trasferimento forzato delle udienze dei maxiprocessi fuori dal capoluogo, con spostamenti a Lamezia Terme, Castrovillari e perfino Catania.
Il nodo della carenza di aule protette
La Camera Penale ripercorre i passaggi che hanno portato alla decisione di spostare il processo 3804/17 RGNR (cosiddetto Reset) al di fuori di Cosenza. Con una nota del 7 luglio 2023, l’Ufficio di Presidenza della Sezione Penale del Tribunale aveva sostenuto che «il rilevante numero di imputati (presumibilmente 150, per la maggior parte dei quali è prevista la partecipazione a distanza ai sensi dell’articolo 146 bis cpp.) e di difensori e parti private non consente la trattazione presso questo Tribunale, non dotato di aule adeguate».
A seguito di questa comunicazione, il 12 luglio 2023 il Tribunale di Cosenza ha chiesto alla Corte d’Appello di Catanzaro l’individuazione di un’aula protetta, richiesta accolta il giorno successivo con la designazione dell’aula bunker di Lamezia Terme come sede per le udienze.
Dopo l’inagibilità della struttura lametina, il 4 novembre 2024 la Corte d’Appello ha disposto il trasferimento del processo presso l’aula bunker di Castrovillari, ritenendola l’unica nel distretto in grado di garantire la presenza di tutti i soggetti coinvolti senza limitazioni al diritto di difesa.
La relazione ministeriale ribalta la situazione
Tuttavia, la recente relazione del Ministero della Giustizia del 27 gennaio 2025 cambia completamente il quadro. Il documento ufficiale attesta che «tutte le aule di udienza sia civili che penali del Tribunale di Cosenza sono provviste di punti rete in seguito alla realizzazione del cablaggio strutturato avvenuto di recente in Convenzione Consip Lan 7».
In particolare, l’aula 1 e l’aula 9 sono state adeguate in base alla riforma Cartabia, con collegamenti remoti con le case circondariali, linee dati, telefoni e telecamere dedicate; le restanti aule penali dispongono di telecamere MaxHub fornite dalla Corte d’Appello di Catanzaro e collegate via USB.
Di fronte a questa certificazione, la Camera Penale non ha dubbi: «Avevamo ragione!». «La “Relazione” ministeriale restituisce uno stato delle aule del Palazzo di Giustizia di Cosenza completamente diverso dalle precedenti valutazioni degli Uffici di Presidenza della Sezione Penale e del Tribunale di Cosenza: è documentata la sussistenza di aule che, a seguito di un imponente adeguamento informatico, sono finalmente in grado di rispondere all’esigenza della pluralità dei collegamenti “remotizzati” indispensabili per la trattazione del processo 3804/17», scrive il Consiglio Direttivo.
La richiesta dell’Avvocatura: riportare il processo Reset a Cosenza
Per la Camera Penale, questo cambio di scenario richiede una presa di posizione forte: «Tale “nuovo stato delle cose” impone una iniziativa decisa, finanche giudiziaria, per riportare il maxiprocesso 3804/17 nella sede naturale, il Palazzo di Giustizia di Cosenza».
Gli avvocati annunciano la volontà di procedere con azioni congiunte con le istituzioni forensi e tutta l’Avvocatura cosentina per ottenere il ripristino delle udienze nel tribunale cittadino. «Vi chiediamo un urgente incontro per determinarci congiuntamente. Uniti!», conclude la nota firmata dal Consiglio Direttivo della Camera Penale di Cosenza.