Vita e sogni spazzati via da fango e acqua. Il giorno del dolore per le vittime del Raganello

VIDEO | Le storie di chi non ce l'ha fatta, di chi è stato travolto dalla furia dell'ondata di piena del torrente in un pomeriggio di terrore e morte. Le dieci salme sono state dissequestrate e rientreranno nei loro paesi di origine dove saranno celebrati i funerali

di Manuela Serra
mercoledì 22 agosto 2018
12:06
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Sono state dissequestrate questa mattina le salme delle vittime della tragedia delle gole del Raganello. Non ci sarà alcun funerale pubblico. I corpi rientreranno nei loro paesi di origine, dove saranno celebrati le esequie in forma privata.


Dieci il bilancio dei morti. Dieci i corpi recuperati nell’inferno del torrente dove si è consumata la strage. «Un disastro annunciato», «Era prevedibile», «C’era allerta meteo». Si rincorrono veloci nelle ultime ore le voci sulle presunte responsabilità di chi avrebbe potuto fare e non ha fatto, di chi avrebbe dovuto conoscere i rischi e i pericoli di quel paradiso naturale nel cuore del Parco del Pollino dove fango, acqua e detriti in pochi minuti hanno risucchiato e spazzato le vite e i sogni di uomini e donne, uomini e donne con aspettative, sogni, speranze.

C’era Gianfranco Fumarola, agente penitenziario 43enne, il papà che è morto nella piena del torrente probabilmente dopo aver messo al riparo i suoi bambini di 11 e 12 anni con i quali aveva deciso di fare un’escursione. I piccoli sono stati ritrovati dai soccorritori aggrappati a rocce e rami. La moglie Cinzia, calabrese e insegnante di scuola primaria, ed il figlioletto di 4 anni avevano deciso di non partecipare all'escursione.


Non ce l’ha fatta neppure Maria Immacolata Marrazzo giovane mamma 43enne di Torre del Greco rimasta coinvolta con la sua famiglia nella tragedia. Il marito e i suoi due figli sono riusciti a salvarsi e sono ricoverati in ospedale. Tra le vittime c’è anche una delle guide che accompagnavano gli escursionisti tra le gole della zona. Si tratta di Antonio De Rasis, 32 anni, volontario di protezione civile, era stato tra i soccorritori intervenuti dopo la valanga che distrusse un albergo a Rigopiano.


E poi ci sono Miryam e Claudia, ballerine e amiche indivisibili che avevano deciso di trascorrere le vacanze in Calabria. «Portate il sorriso anche lassù» scrivono gli amici delle due giovani su Facebook di Conversano e Torricella. Entrambe ballerine, condividevano la passione per il burlesque. Anche nelle foto sono spesso insieme, nelle prove dei balletti e nelle serate tra amici.


Chi rimarrà uno dei simboli di questa immane tragedia è la piccola Chiara. Ritrovata accanto ad un cadavere. La sua mano che si aggrappa alla spalla del soccorritori, i suoi occhi pieni di terrore «che rimarranno per sempre scolpite nella mia memoria. In ventidue anni di servizio non mi era mai capitato nulla di simile» - ha affermato Pasquale Gagliardi che ha ritrovato la bambina. Chiara è ricoverata in gravi condizioni e forse ancora non sa che i suoi genitori non ce l’hanno fatta. Antonio Santopaolo e la moglie Carmen Tammaro faranno ritorno in Campania in una bara.


In quelle gole infernali quel maledetto pomeriggio ha perso la vita anche Paola Romagnoli, 55 anni, ricercatrice universitaria originaria di Bergamo. Era in vacanza insieme al marito che è riuscito a salvarsi dalla furia delle acque ed è ricoverato a causa delle contusioni. La coppia viveva a Tolosa, in Francia. Erano inseparabili invece Carlo Maurici, 35 anni, e Valentina Venditti, 34 anni i due fidanzati di Roma travolti dall'ondata e morti. Quando sono stati trovati ormai privi di vita, Carlo e Valentina indossavano i caschetti e le mute forniti dagli organizzatori dell'escursione. Entrambi sono stati riconosciuti dalla sorella di Valentina, Daniela.


Ad accertare presunte responsabilità penserà la Procura di Castrovillari che ha già aperto un’inchiesta. Oggi è soltanto il giorno del silenzio e del dolore, il dolore di una ferita che ha squarciato il cuore della Calabria e di una nazione intera.

 

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