Faida di Platì, due assoluzioni in Corte d’Assise a Locri

Tre gli omicidi contestati dalla pubblica accusa che aveva chiesto due ergastoli. Per i giudici gli imputati non hanno commesso il fatto 

di G. B.
10 ottobre 2019
10:24
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Aula di tribunale
Aula di tribunale

La Corte d’Assise di Locri, dopo una lunga camera di consiglio, ha messo un punto fermo alla cosidetta faida di Platì. Bruno Polito, difeso dagli avvocati Leopoldo Marchese ed Alessandra Marchese, e Antonio Spagnolo, difeso dagli avvocati Giuseppe Iemma e Carlo Morace, sono stati assolti dalle pesanti imputazioni a loro contestate.

Gli imputati erano stati accusati di essere responsabili degli omicidi di Trimboli Antonio Giuseppe (scomparso nel luglio 2001), Trimboli Rosario e Trimboli Saverio (novembre 2001). Per tali fatti di sangue, l’ufficio di Procura aveva chiesto per i due imputati la condanna all’ergastolo con isolamento diurno per anni tre.

I giudici, però, all’esito dell’istruttoria dibattimentale, nel corso della quale sono stati sentiti diversi collaboratori di giustizia, tra cui Agresta Domenico, Varacalli Rocco e Marando Rocco, hanno ritenuto, accogliendo le tesi difensive, di assolvere entrambi gli imputati per “non aver commesso il fatto”.

 

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.
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