La cosca Libri contava anche su Sebi Romeo. «Possiamo dormire tranquilli, è a disposizione»

Libro nero, dagli atti emerge come il consigliere regionale del Pd, nel 2014, sia stato appoggiato da Mimmo Tortorella, ritenuto un “riservato” del potente casato mafioso. Gli accordi con De Gaetano, la presunta corruttibilità e l’accreditamento delle cliniche

di Consolato Minniti
martedì 20 agosto 2019
11:52
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«Sebi l’ho visto, mi ha detto che lui è a disposizione di stare tranquillo, di dormire tranquillo». È sempre lui, Demetrio Giuseppe Tortorella, il cosiddetto “dentista della ‘ndrangheta” a gestire i rapporti con i referenti politici di Reggio Calabria. Stefano Sartiano chiede e Tortorella risponde. Gli atti dell’inchiesta “Libro nero” sono pieni di questi colloqui avvenuti tra i due ritenuti esponenti della consorteria mafiosa dei Libri. E nelle conversazioni spunta anche il nome di Sebi Romeo. Occorre osservare che Romeo non è indagato per fatti di ‘ndrangheta, sebbene la Squadra mobile abbia messo in luce i suoi rapporti con gli esponenti della cosca Libri soprattutto in occasione delle elezioni regionali del 2014. 

I primi contatti con Tortorella

I contatti con Tortorella, evidenziati dalla Polizia, risalgono all’otto novembre 2014, in piena campagna elettorale. È il dentista a mostrarsi disponibile a fornire sostegno elettorale, nonostante Romeo avesse disatteso un impegno preso in precedenza. 

 

Tortorella: Mi ha chiamato un amico mio un certo avvocato Rabotti e mi ha detto cos eh se che...se ti votiamo, io gli ho detto no perché lui non ha bisogno dei miei voti di me se ne è fottuto e non mi ha chiamato ancora lo aspetto... 

Romeo: Non è vero Mimmo ti ho... 

Tortorella: ...che avevamo preso un certo impegno. 

Romeo: Ti ho chiamato e non mi hai risposto. 

Tortorella: No sai, allora sai perché forse non ti ho risposto? 

Romeo: Eh. 

Tortorella: Perché siccome io ora ti stavo chiamando. 

Romeo: Eh. 

Tortorella: Ed ho un altro numero, ora mi hanno dato il tuo numero. 

Romeo: Ah vedi? Eh e allora non dire che...(inc.)... 

Tortorella: Perché avevo un tre tre quattro, quello che avevi prima penso. 

Romeo: Eh quindi non, non è che non ti ho chiamato, non hai risposto che non conoscevi il numero capisci? 

 

Romeo, nel corso della conversazione, secondo quanto ricostruito dalla Mobile, dimostra di volersi avvalere delle prestazioni di Tortorella e dell’entourage di questi, chiedendo un incontro per il martedì successivo. Nel frattempo i due si accordavano per far avere a Tortorella materiale elettorale di Romeo. Dalle successive intercettazioni emerge come, in effetti, Romeo invitasse Tortorella anche ad appuntamento molto riservati, come dimostra l’sms del 14 novembre 2014, allorquando il dentista viene invitato non solo all’auditorium Calipari per la manifestazione con Oliverio, ma anche alla cena successiva “riservata” con il governatore. Tortorella a quella cena non ci andrà per non incrinare i rapporti con gli altri schieramenti politici con cui dialoga. Ma l’indicazione che il dentista dà a Sartiano è netta: «Noi votiamo a Romeo». E si mostra sicuro nel poter dire che a farcela saranno sicuramente Sebi Romeo e Nicola Irto, il primo appoggiato da De Gaetano, il secondo da Naccari. Neanche un’ora dopo, Tortorella dichiarava ad altri di aver deciso di votare per Alessandro Nicolò e Sebi Romeo: «Per Nicolò, voglio dire, a Nicolò lo voto, a Sebi Romeo, poi voto a Irto Nicola, poi voto a Arruzzolo». 

L’opportunismo della politica

Sempre all’interno dello studio dentistico, Tortorella discute di voti con il cugino Francesco, il quale chiede se sia possibile dare una decina di voti a Francesco D’Agostino. Ma Tortorella ribatte: «Franco io gli do qualche voto e sto facendo strategia, io me li gioco, con Sebi Romeo». Il cugino, però, mostra di non avere grande stima di Romeo: «È ladro questo, ma ladro forte». Tortorella, tuttavia, è un pragmatico: «Però sale e siccome poi abbiamo bisogno qualche cosa, ce l’abbiamo». Un pragmatismo che diventa opportunismo: «No Franco, dobbiamo fare pure gli opportunisti sennò allora… io lo conosco bene. Io… tengo rapporti Franco, con Nicolò è un amico nostro di là sopra… Appunto e noi ce ne teniamo due rapporti aperti».  

Sta di fatto che il 24 novembre, all’esito delle consultazioni regionali, Tortorella si mostra molto soddisfatto: «Abbiamo vinto». E Sartiano conferma. «Abbiamo vinto». Così come la collaboratrice del dentista: «Dove andiamo andiamo… vinciamo sempre». 

Le fortune elettorali dipese da De Gaetano?

Sempre secondo Tortorella, le fortune elettorali di Romeo sarebbero dipese dai rapporti con gli “arcoti”, grazie al suo legame con Nino De Gaetano, lasciando intendere che questi avesse investito 150mila euro.

Tortorella:...(parla a bassa voce)...

Sartiano: Ah? 

Tortorella:...(parla a bassa voce)... 

Sartiano: Eh.

Tortorella:...(inc.)... lui ha le mani ad Archi. 

Sartiano: Lui prende voti in tutte le parti. 

Tortorella:Lui ha le mani... seguimi 

Toscano:...(inc.)...

Tortorella: Più di centocinquantamila (150.000) euro li ha usciti...De Gaetano... 

Sartiano: Uhm! ...(inc.)... 

Toscano: Infatti tutti votano a questo. 

Tortorella: ... a quelli che gli aveva dato prima, cose... 

Sartiano: Si, si. 

Tortorella:... e quelli di dopo. 

Sartiano: Si, si quelli che aveva dato prima li recupera ora...(ride)...”u maru” poveretto però Mimmo. 

Tortorella: E in più lui, ha mandato a tutti gli iscritti, a tutti gli iscritti la richiesta di un contributo per la campagna elettorale... 

Sartiano: Eh, eh 

 

 

Il dentista, durante una conversazione con Bruno Raffa, si mostra entusiasta: «Quattro a zero. Romeo, Irto, Nicolò e Arruzzolo». Nella stessa giornata, discutendo con Sartiano conferma quella che, a suo giudizio, è la disponibilità di Sebi Romeo.

TORTORELLA: Cioè voglio dire, guarda se c’è Seby pure, si può ragionare pure per ottenere qualche altra cosa. 

SARTIANO: ...(inc.)... 

TORTORELLA: Seby, se non, se non... 

SARTIANO: ...(inc.)... 

TORTORELLA: ...se lo sballano, è uno che gli puoi cercare una cosa capisci? 

SARTIANO: Se te la può fare te la fa...(inc.)...”mi trafichia” non gli interessa. 

Romeo persona corruttibile? 

I due ipotizzano addirittura che Romeo sia una persona corruttibile, ritenendo di ottenere un suo interessamento personale per una vicenda e promettendo somme che non gli avrebbero mai consegnato. 

TORTORELLA: Ma io te lo sto dicendo, se ti ho detto io che gli dico a Sebi che gli diamo dieci mila euro per farci il concorso, poi gliela cresciamo nelle mani

SARTIANO: Lo prendiamo a schiaffi

TORTORELLA: Sì ma io pare che non glielo dico, seguimi, se lui entra nel meccanismo uno gli può dire, ohu se mi fai dare centocinquanta mila euro di budget, ti do cinquecento euro al mese, poi quando viene la prima volta gli dico scusa… poi pensavo che ti mi dicevi del lavoro, del lavoro vuoi i soldi? Se era una cosa che mi avevi dato

SARTIANO: (ride)

TORTORELLA: Ma se vuoi i soldi del mio lavoro allora non hai capito niente nella vita

 

Ma la conversazione che viene valorizzata ancora di più dagli investigatori è quella del primo dicembre, nel corso della quale Tortorella e Sartiano ipotizzano di dare soldi a Romeo dietro sua richiesta. 

TORTORELLA:...una cosa bellissima si è fatta 

SARTIANO: Che si è fatto? 

TORTORELLA: Con Sebi Romeo, ha detto ci sentiamo ci vediamo ci...(i due abbassano notevolmente la voce per cui la conversazione risulta incomprensibile)... li per li non ho capito se voleva che gli dessi qualche cosa, perché ho capito questo ”...(inc.)...sto morendo di fame”. 

 

 

Sartiano pensa di dare a Romeo 500 euro così da acquisire una posizione di vantaggio nei suoi confronti, così da poterlo manovrare.

SARTIANO: Non troviamo mille euro per darglieli? 

TORTORELLA: Si ora lo faccio. 

SARTIANO: Cinquecento te li trovo io. 

TORTORELLA: Ora vediamo, ora aspetta che lo vedo, perché ora o lo vedo o lo chiamo, gli dico senti Sebi... 

SARTIANO: Chiamalo! 

TORTORELLA: L’ho chiamato 

SARTIANO: Vedi, uhm io, uhm noi in qualche maniera quanto che viene a patto, se ti ha detto cosi mettiamolo sotto Mimmo! 

TORTORELLA: Si...ma se te lo dico subito.

SARTIANO: Io non ne ho soldi, me li presto. 

TORTORELLA: Tu. 

SARTIANO: Cinquecento, assai no perché non me ne danno più, no che non me ne danno più non ce né Mimmo non ce ne sono. 

TORTORELLA: Stefano, Stefano noi gli diamo cinquecento euro, se dice mi serve qualche altra cosa, gli troviamo gli altri, se allora cinquecento euro bastano glieli do... 

SARTIANO: Glieli diamo subito domani chia..chiamalo domani mattina stesso. 

TORTORELLA: Ma questo ho pensato io, me li metto nella tasca e gli dico guarda questi ho, tieni! eh... 

SARTIANO: Che problema c’è.

TORTORELLA: Domani, tu stasera ...(inc.)... 

 

Altra conversazione che viene ritenuta utile dagli investigatori è quella intercettata nello studio Tortorella, a cui prese parte anche Paolo Romeo. 

 

TORTORELLA: ...in tutti i modi io mi sono studiato una tattica ora, con Oliverio, chiamo a Sebi Romeo, premetto, gli dico dai... 

ROMEO: ...gli devi dare soldi a questo qua. 

TORTORELLA: ...ma seguimi. 

ROMEO: Non parte se non gli dai i soldi. 

TORTORELLA: ...seguimi, seguimi, seguimi. Se tu mi fai aumentare il budget di trecento mila euro, è possibile ti dico io. 

ROMEO: Questo te lo fa 

TORTORELLA: ...(inc.)... se mi fai approvare la delibera, io ti do cinquecento euro al mese, cioè dopo che me la fa, gli metto un dito nel culo

L’accreditamento delle cliniche della cosca

Dalla ricostruzione della Polizia di Stato, inoltre, emergerebbe la disponibilità di Romeo ad intervenire personalmente per far ottenere l’accreditamento di una casa di cura di interesse della cosca Libri. Ma in caso di fallimento dell’iniziativa, gli stessi interlocutori del consigliere regionale non avrebbero esitato a rivalersi su di lui: «Se noi andiamo e facciamo l’investimento e poi non ci sono le cose devo venire ad ammazzarti Sebi… Perché quando spendo un milione di euro che fai? Ha detto mi informerò». 

 

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Consolato Minniti
Giornalista
Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogli bianchi i suoi primi articoli “a colonne”.   La seconda guerra di ‘ndrangheta, vissuta negli anni dell’infanzia, lo porta a confrontarsi sin da subito con la piaga della criminalità organizzata. Durante uno dei tanti agguati, riesce a portarsi in salvo appena in tempo con la sua famiglia, prima che la scarica di piombo finisca una delle vittime predestinate, proprio davanti all’uscio di casa sua. È per questo che le letture approdano presto ai quotidiani locali e nazionali.   Inizia a collaborare a 19 anni con “Il Domani”, ma è nel 2006 che avvia la sua prima vera esperienza giornalistica di livello con il quotidiano “Calabria ora”. Dapprima collaboratore per la città di Reggio Calabria, un anno dopo diviene redattore ordinario e avvia il percorso che lo vede protagonista sino ad oggi, ossia quello riguardante la cronaca nera e giudiziaria. È quello il settore al quale decide di dedicarsi, consapevole del fondamentale ruolo giocato dal giornalismo d’inchiesta nel contrasto alla ‘ndrangheta.   Nel 2012 viene nominato caposervizio della redazione di Reggio per “Calabria ora”, ruolo che conserva sino alla chiusura del quotidiano nel frattempo divenuto “L’Ora della Calabria”. Nel 2014 approda al “Garantista”, sempre con la qualifica di caposervizio. Collabora con testate nazionali quali “L’Espresso” e “L’Avvenire”.
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