Nei giorni in cui l’AI torna alla ribalta per gli effetti di ChatGpt sullo Studio Ghibli, all’Unical la tavola rotonda della Guardia Di Finanza riaccende i riflettori sul suo utilizzo in termini di criminalità e contrasto.

Mons. Delvecchio ha portato i saluti del vescovo Checchinato, assente per impegni precedentemente presi. Subito dopo ha preso la parola il Comandante Interregionale della GdF, Antonino Maggiore: «L’evoluzione di questi mezzi è diventata irrinunciabile. Bisogna vincere una resistenza dedicata a una trasformazione così forte».

L'ntelligenza artificiale come nuova frontiera del progresso ma anche come pericoloso strumento se impiegato in maniera distorta da cervelli criminali. La tematiche di estrema attualità è stata al centro di una tavola rotonda promossa dai vertici nazionali della Guardia di Finanza e ospitata all'Università della Calabria.

E se l’Ue si è dotata di una norma piuttosto presto, adesso è l’Italia a dover procedere. «In questo momento è in Parlamento. Contiene una delega del Governo - spiega Maggiore - per adeguarsi immediatamente alla norma comunitaria. Le persone restano comunque responsabili da un punto di vista amministrativo». E la criminalità? «Da diversi anni la Finanza si avvale di sistemi di AI per fare un’analisi del rischio. Il tutto per ridurre al minimo le possibilità sui contribuenti più rischiosi in base all’analisi».

I saluti di Lucantonio e Occhiuto

A parlare anche il procuratore Generale della Corte D’Appello di Catanzaro, Giuseppe Lucantonio. «Il problema non è l’IA in sé, il problema è il cattivo uso che se ne va. Ci sono programmi che cambiano gli assi economici da microstati a nazioni per il riciclo di denaro sporco. Dobbiamo stare attenti e prevenire: così si combatte una nuova criminalità».
Subito dopo i saluti del presidente Occhiuto, che inizia facendo «gli auguri a tutti i Francesco. Ringrazio la Guardia di Finanza - ha poi proseguito - per aver deciso di svolgere questo convegno dell’Università numero uno in Italia. E non lo dico io, lo dice il Censis». Il governatore ha poi aggiunto: «Noi dobbiamo dimostrare che questa regione ha voglia di crescere, è consapevole di questi problemi e vuole dimostrare che lo Stato c’è ed è più forte».

Intelligenza Artificiale, la tavola rotonda della Guardia di Finanza

Ad aprire i lavori della tavola rotonda il prof Gianluigi Greco, presidente dell’Aiia. «Non è vero che siamo indietro, l’associazione è del 1988. Anzi, siamo stati parecchio precursori. E poi - aggiunge - bisogna essere multidisciplinari. L’informatica è solo un aspetto tecnico dell’Ai, ma lavorare solo su quello è riduttivo. Dobbiamo lavorare sul post Pnrr». Già, perché secondo Greco «la maggior parte dei progetti, dopo il Pnrr, rischia di saltare per aria. E non possiamo permettercelo».

Il Comandante Generale della Guardia Di Finanza, Andrea De Gennaro, ha spiegato l’importanza dell’AI all’interno del lavoro delle Fiamme Gialle. Sulla stessa linea la sottosegretaria agli Interni, Wanda Ferro. «È il big bang di questo secolo. Per quanto ci siano dei rischi che dobbiamo tenere presente, l’etica ci aiuta. Quando parlo di questo mi riferisco che l’uomo debba sempre venire prima della macchina».

Ma anche il contrasto al terrorismo, che «si è evoluto: dobbiamo dunque stare al passo perché le forze dell’ordine possano essere messi in condizione di garantire questo contrasto».

Intelligenza Artificiale e ‘Ndrangheta, Bombardieri: «Impatto costante sulla giustizia»

Fra i relatori anche il procuratore di Torino, Bombardieri: «L’IA è uno strumento neutro. Dipende da chi la usa e da come la usa. Questo perché la ‘Ndrangheta già nel 2016 chiedeva pagamenti in Bitcoin».
Ma non c’è solo questo: «Pensiamo al phishing sempre più realistico, au malware ormai immuni a tutto, al deepfake che adesso coinvolge anche i reati minori».

E per la ‘Ndrangheta le transazioni bancarie, fra bot automatizzati e passaggi di denaro minimi. Attenzione però a non fare affidamento esclusivo sull’IA: «È come un bisturi - aggiunge Bombardieri – in mano a un chirurgo salva la vita, in mano a un non chirurgo è pericoloso».