Cosenza, il giallo del San Vito e la partita saltata: davvero non si poteva giocare?

VIDEO | Seguite fedelmente le indicazioni dell'agronomo della Lega. Le pressioni della squadra del Verona determinanti per l'annullamento del match

di Salvatore Bruno
lunedì 3 settembre 2018
12:59
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Non c’è solo l’erba del San Vito Marulla a tingersi di giallo, nella kafkiana vicenda del mancato svolgimento di Cosenza-Verona. Non mancano i personaggi per mettere insieme un poliziesco d’autore. Su tutti spicca la figura dell’agronomo della Lega Giovanni Castelli. Gli operai della ditta incaricata di sistemare il manto erboso avrebbero seguito fedelmente le sue indicazioni nel trattare le zolle appena posate sul terreno dello stadio. Interventi, secondo quanto si è appreso, non del tutto condivisi dalle maestranze perché ritenuti inutili e dannosi. In particolare quelli effettuati nella mattinata di sabato, a poche ore dal match.

Il ricorso della società scaligera

E poi c’è la figura del presidente del club scaligero Maurizio Setti. Per una settimana intera ha manifestato le sue perplessità sulla praticabilità del campo, mettendo in guardia rispetto al rischio incolumità dei calciatori. Infine l’arbitro Piscopo di Imperia. Quanto avranno influito sulla sua decisione le pressioni esercitate dal patron gialloblù? E se Pazzini si fosse gravemente infortunato per le condizioni del rettangolo di gioco, cosa sarebbe accaduto?

A Lecce nessun problema

A questi interrogativi si aggiunge quello posto dai tifosi: perché in condizioni analoghe allo stadio Via del Mare, la gara tra Lecce e Salernitana si è disputata e quella di Cosenza no? La risposta è meno complicata di quanto si possa pensare: semplicemente entrambe le squadre hanno manifestato la volontà di voler giocare. La palla passa adesso al giudice sportivo. A preoccupare il Cosenza non è solo la sconfitta a tavolino ma anche il danno economico derivante dal rimborso degli oltre ottomila tagliandi venduti, e dal risarcimento dovuto al Verona per il mancato incasso. La sentenza è attesa per il 4 settembre.

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Salvatore Bruno
Giornalista
Giornalista e reporter televisivo da oltre vent'anni, ha maturato una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale occupandosi dei rapporti con la stampa di diverse figure politiche. Inviato al seguito della delegazione della Regione Calabria al festival di Sanremo del 1997, ha lavorato per un biennio nell'ufficio stampa del Comune di Cosenza e curato la comunicazione della Commissione Riforme e decentramento e della Commissione contro la 'ndrangheta del Consiglio Regionale della Calabria. Curatore del progetto culturale "Sulle orme di Ulisse", realizzato in Sicilia, è stato inoltre radiocronista delle gare di serie B del Cosenza Calcio. Ha scritto sulle pagine di diversi quotidiani locali e nazionali, tra i quali Il Mattino, Leggo e il Corriere dello Sport. Come autore musicale ha vinto il Festival del Mare di Ancona nel 1993.

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