Severo giudizio dalla Procura contabile nell’ultima relazione che individua forme nascoste di «aggressione del patrimonio erariale» e una serie di «accordi seriali non ponderati sul piano economico»
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Dietro le transazioni in sanità potrebbero nascondersi (il condizionale è solo produzione nostra) veri e propri illeciti travestiti da atti apparentemente convenienti. E per di più con la serialità delle parti contraenti e la complicità degli uffici istruenti.
È una sberla griffata e inquietante quella che arriva sul "viso" della sanità di Calabria alle prese con la modalità "transattiva", milionarie conclusioni di contenzioso tra aziende sanitarie e ospedaliere e parte privata prevalentemente cartolarizzata. Fatture a chili vendute a multinazionali del credito soddisfatte poi a colpi di bonifici. Le transazioni con protagoniste le Asp di Reggio e Cosenza solo le ultime in ordine di tempo e risonanza ma c'è dello stratificato storico alle spalle.
La sberla arriva dritta dalla procura della Corte dei Conti che nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario affida al procuratore regionale Palma le ombre solenni sulle transazioni di Calabria.
A partire dal metodo stesso utilizzato dalla Corte nell'accertamento «delle varietà e della frequenza degli episodi nella sanità regionale» cui si è affiancato «lo sviluppo di linee di indagine che prende in esame forme di aggressione al patrimonio erariale e di illecito che trovano nella stipula di transazioni il veicolo apparentemente lecito».
Un affondo importante, tanto più perché "togato" (il tema non è inedito per la pubblicistica).
Nella relazione della Corte dei Conti si dà esito dell'esame «degli atti transattivi da cui si evidenzia con importante serialità che l'accordo raggiunto non dà conto della ponderazione in valori economici certi del rapporto tra "aliquid datum e aliquid retentum", a fronte di una approssimazione dell'istruttoria procedimentale avvalorata dalla routinarietà delle conclusioni spesso tautologiche sottese al rilascio di pareri positivi alla stipula degli organi tecnici interni».
Conclusioni dei pareri «spesso tautologiche» quindi. Cioè scontati. Per non dire precostituiti. «Con ogni effetto sulla motivazione della convenienza e della "discovery" del percorso logico seguito per giungere alla definizione transattiva della controversia, e in assenza, non ultimo, di un giudizio prognostico circa l'esito del contenzioso».
Della serie. Ogni "attore" recita la parte in commedia che deve recitare.