I vertici dell’Opi di Catanzaro evidenziano l’erroneità di alcuni dati diffusi dal comitato di iscritti. «Enormi inesattezze, ciò ha determinato una lesione dell’immagine e del decoro»
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«L’attuale presidente dell’Opi e l’intero consiglio direttivo sono stati eletti regolarmente e legittimamente e democraticamente». Sul caso dell’aumento della tassa di iscrizione all’ordine delle professioni infermieristiche di Catanzaro arriva la replica ad un comunicato diffuso dal comitato di infermieri che hanno puntato il dito contro l’attuale gestione evidenziando presunti sprechi e anomalie.
Nel merito, l’ordine evidenzia come «l’aumento della tassa di iscrizione, di soli 30 euro all’anno, e il cui importo complessivo è in linea con gli innumerevoli servizi offerti agli infermieri, costituisce scelta che rientra nelle prerogative e nella discrezionalità dell’ordine e del consiglio direttivo».
Per quel che riguarda, invece, i dati diffusi dal comitato degli infermieri, secondo i vertici dell’ordine «sono stati trasferiti erroneamente». Infatti, secondo la ricostruzione: «Il “comitato di infermieri” ha raffrontato i dati del bilancio dell’OPI Catanzaro con i dati di altro Ordine e, però, i dati dell’OPI Catanzaro, che sono stati dati in pasto ai lettori ignari, sono stati trasferiti erroneamente.
Ed invero, – prosegue la replica – sono state attribuite spese che l’Opi Catanzaro non ha mai affrontato in quanto i numeri riportati nell’articolo si riferivano alle spese preventivate ma non effettivamente pagate. Insomma, invece che leggere il bilancio alla voce “somme impegnate” si è letto il bilancio con riferimento alla voce “Previsioni”».
Secondo l’ordine, quindi, «si attribuiscono all’Opi Catanzaro le seguenti spese: 10.000 euro per spese telefoniche ed internet ed invece la somma effettivamente spesa è di 4.863 euro; 5.000 euro per bollette ed invece la somma spesa è di 2371 euro; 32400 per affitto sede e invece la somma effettivamente spesa è di 18.000; 4000 per spese legali ed invece la spesa è pari a zero; 30.000 per fondo di riserva ed invece la spese è pari a zero; 15000 per spese impreviste ed invece la somma spesa è pari a zero, 10.000 per manutenzione e riparazione ed invece la spesa è pari a zero; 15000 per manutenzione e riparazione macchine d’ufficio ed invece la spesa effettiva è stata di 1321,50 euro».
Inoltre, secondo l’ordine delle professioni infermieristiche, nel comunicato in «modo erroneo e lesivo, è stato rilevato che l’Opi avrebbe speso 60.000 euro per convegni e riunioni per l’anno 2022 durante il quale vi è stata la pandemia e, pertanto, l’impossibilità di svolgere riunioni e convegni e, che, invece, per quanto riguarda la formazione professionale “la voce sicuramente più utile per gli infermieri” avrebbe spese solamente euro 1500.
Anche tali dati e assunti sono macroscopicamente erronei e lesivi ed, infatti, la voce “Convegni e riunioni” per la quale è stata preventivata la somma di euro 60.000 si riferisce alla formazione professionale degli infermieri e, comunque, a fronte della somma preventivata di euro 60.000 sono stati effettivamente spese euro 47.178,24».
Quindi, conclude la replica, il comunicato «contiene enormi inesattezze e riporta dati e numeri che sono con tutta evidenza errati e tutto ciò ha determinato inevitabilmente una lesione dell’immagine e del decoro dell’Opi Catanzaro e della presidente e del consiglio direttivo che ingiustamente e infondatamente sono stati rappresentati come soggetti che hanno sperperato somme senza offrire servizi.
Ed invece, l’Opi Catanzaro è correttamente e diligentemente gestito dalla presidente e dall’intero consiglio direttivo che si prodigano senza sosta e instancabilmente al fine di offrire, così come effettivamente offrono, utili ed innumerevoli servizi agli infermieri agendo sempre e in ogni caso con la diligenza del buon padre di famiglia».