Ospedale di Paola, sostituito il gruppo elettrogeno: riprese le attività

Dopo il guasto di due giorni fa le emergenze erano state trasferite al vicino ospedale Iannelli di Cetraro e  le operazioni chirurgiche sospese. Una situazione che aveva seminato il panico tra i cittadini del Tirreno cosentino

di Francesca  Lagatta
sabato 17 agosto 2019
14:06
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L’ospedale San Francesco di Paola
L’ospedale San Francesco di Paola

«Dalle prime ore di questa mattina il gruppo elettrogeno è funzionante all’ospedale di Paola, dove potranno riprendere regolarmente le attività chirurgiche. Grazie al sindaco di Paola, Roberto Perrotta, e a quanti si sono adoperati per risolvere celermente il problema». Ad annunciarlo è Graziano Di Natale, presidente del Consiglio della città di Paola e consigliere provinciale di Cosenza in forza al Pd. Ed era stato sempre l'esponente locale del partito di Zingaretti ad annunciare il guasto alla cabina e al generatore elettrico che per quasi 48 ore ha mandato nel caos il presidio intitolato a San Francesco. Il dispositivo, dopo la richiesta, era stato inviato dalla Basilicata ed era giunto in ospedale in serata.

Caos e polemiche

Successivamente al guasto, le emergenze erano state trasferite al vicino ospedale Iannelli di Cetraro e di conseguenza le operazioni chirurgiche erano state sospese fino a nuovo ordine. Una situazione che tra i cittadini aveva seminato il panico, dal momento che al nosocomio cetrarese le attività chirurgiche in regime di emergenza e urgenza risultavano sospese già nello scorso maggio a causa di una grave carenza di personale sanitario.

 

A ciò, si era aggiunta anche la polemica per la mancata richiesta di riparazione del danno, denunciata ancora da Di Natale. «A distanza di 24 ore - aveva dichiarato pubblicamente il presidente del Consiglio paolano - ancora nessuno ha provveduto a risolvere il guasto». Così l'amministrazione comunale della città di Paola, guidata da Roberto Perrotta, aveva provveduto a sporgere querela, dopo aver avvisato la Protezione civile, la Prefettura e i Carabinieri. Stamattina, finalmente, la buona notizia.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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