Morta di parto, dura presa di posizione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil

Le sigle sindacali del territorio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia chiederanno ai prefetti un incontro sulla grave emergenza sanitaria. Poi proclameranno lo stato di agitazione

 

di Redazione
25 luglio 2019
13:23
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I sindacati Cgil, Cisl e Uil del territorio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia si ritroveranno il prossimo 2 agosto davanti le sedi delle relative prefetture. A farlo sapere sono i Segretari Generali, Raffaele Mammoliti, Francesco Mingrone, Santo Biondo e Fabio Tomaino, che hanno voluto spiegare le ragioni di questa «presa di posizione rispetto alla grave situazione di emergenza sanitaria determinatasi purtroppo in tutta la Regione».

Un incontro istituzionale

Attraverso la consegna ai Prefetti di un documento unitario predisposto e condiviso dalle Confederazioni, dalle categorie del lavoro pubblico e dei pensionati, le sigle sindacali del territorio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia chiederanno un incontro da tenersi in Calabria.

Le categorie unitarie del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil proclameranno quindi lo stato di agitazione.

«Quanto accaduto a Cetraro nei giorni scorsi – scrivono i segretari generali – è gravissimo. Riporta la nostra terra ad uno stato di arretratezza e disagio a dir poco vergognosi. Una donna non può morire dando la vita. E’ disumano. Innaturale. Ingiusto. L'emergenza attuale costituisce l'ulteriore aggravarsi di un percorso che ha determinato un vero e proprio smantellamento dei servizi sanitari regionali. L’analisi dei dati, riferiti agli ultimi anni, rivelano quanto e come per la nostra regione oltre al danno si consumi una vera e propria beffa sulla pelle dei calabresi, con l'art. 11 del D.L. Sanita Calabria, sono state infatti sbloccate le assunzioni ma, allo stesso tempo e con una incomprensibile logica discriminatoria stante l'aumento della spesa registrata al Nord, è stato fissato un rigido vincolo per il costo del personale che non deve superare quello del 2018.
Vogliamo rivendicare – conclude la nota - la pari dignità della regione nel contesto nazionale, chiedere con forza l'investimento di risorse che consentano la piena e sicura operatività delle strutture sanitarie calabresi».

 

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