Morta di parto a Cetraro, errori nella richiesta delle sacche di sangue per Santina

Alla luce di nuovi elementi, pare che quella notte si verificò un errore nella richiesta inoltrata al centro trasfusionale dell'ospedale di Paola. Il documento parla di carattere di urgenza e non di emergenza, una differenza che, per via delle procedure, avrebbe fatto perdere minuti preziosi per le cure della giovane mamma 

di Francesca  Lagatta
21 luglio 2019
16:15
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Santina Adamo
Santina Adamo

Santina Adamo, la donna morta per una emorragia dopo il parto all'ospedale di Cetraro, si sarebbe potuta salvare? E' questa la domanda che dal tragico 17 luglio scorso la Calabria e i calabresi ripetono a se stessi come un mantra. Molto probabilmente, la risposta la darà l'esito dell'autopsia, effettuata ieri all'ospedale Annunziata di Cosenza, ma alla luce di nuovi elementi, è possibile stabilire che quella notte forse ci fu un errore nella richiesta delle sacche di sangue, richiesta che fu presa in carico dal centro trasfusionale più vicino, ossia quello all'interno dell'ospedale San Francesco di Paola, distante da quello di Cetraro di ben 25 chilometri.

La cronaca dettagliata dei minuti concitati

Sono le 4,47 del 17 luglio scorso, Santina è ancora viva, è nelle mani dei sanitari che stanno già cercando di fermare la copiosa emorragia. L'ostetrica del reparto di Ostetricia e Ginecologia di Cetraro, a quel preciso orario, allerta la dottoressa Anna Maria Lo Gattotecnico di laboratorio reperibile del servizio trasfusionale. Si richiedono "n° 2 unità di emazie concentrate di gruppo 0 Rh (D) positivo per una paziente affetta da emorragia post partum".

La Logatto tempestivamente, alle ore 04,48, cioè solo un minuto più tardi, avverte telefonicamente il medico reperibile, Antonio Rende, il quale si reca prontamente al servizio trasfusionale. L'autista incaricato di prelevare la sostanza ematica, inviato da Cetraro, giunge al nosocomio paolano alle 5,30. L'uomo ha con sé 2 provette per l’esecuzione del gruppo sanguigno e le prove di compatibilità pretrasfusionali.

La richiesta della ginecologa Concetta Perri è di carattere di "urgenza", ciò che richiede sollecito ma implica circa un'ora per l'espletamento della procedura, e non di "emergenza", cioè che necessita un intervento rapido e immediato. Questa sottile ma sostanziale differenza potrebbe aver cambiato il corso delle cose, perché la richiesta in "emergenza" avrebbe consentito l’evasione della richiesta di sangue secondo le procedure di emergenza senza prove di compatibilità.

Nel frattempo si registra l'utilizzo dell'unica sacca di sangue ORh (D) negativo a disposizione dell’ospedale di Cetraro e la comunicazione viene tramite fax al centro trasfusionale alle ore 05,39.

Quattro minuti più tardi, alle 05,43, all'ospedale di Paola vengono avviate le prove di compatibilità pre trasfusionali, operazioni che si concludono alle 06,08. Le sacche vengono consegnate al corriere alle ore 06,10, che deve percorrere in tutta fretta 25 chilometri per consegnarle. Ma il plasma non verrà mai utilizzato perché alle ore 06,35 circa viene comunicato agli operatori del servizio trasfusionale che la paziente Adamo Santina, nonostante i tentativi di rianimazione, è deceduta, e che quindi le sacche di sostanza ematica non erano più necessarie. 

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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