Federlab chiede al neoministro Grillo la testa del commissario Scura

La richiesta arriva dal Presidente nazionale Luigi Lamberti, che definisce inconcepibile e inspiegabile il trasferimento di un quarto del fondo destinato agli ambulatori alla sanità privata

di Redazione
mercoledì 6 giugno 2018
16:34
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Il Ministro Giulia Grillo
Il Ministro Giulia Grillo

L’appello al Ministro della Salute Giulia Grillo perché rimuova il commissario Massimo Scura dal suo incarico. Le motivazioni sono condensate in una nota di fuoco, scritta da Gennaro Lamberti, presidente nazionale di Federlab, l'associazione rappresentativa dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati.

 

A preoccupare Federlab sono le condizioni dei laboratori analisi "ridotti sul lastrico”, "l'atteggiamento proditorio del commissario Scura nei confronti della specialistica ambulatoriale" e "l'inconcepibile trasferimento di quasi un quarto del fondo ad essa destinato, a beneficio delle case di cura private".

 

«Togliere soldi ai laboratori accreditati, negare l'erogazione del volume di prestazioni di cui effettivamente ha bisogno il cittadino-paziente - prosegue Lamberti - significa aumentare la spesa sul versante dei ricoveri ospedalieri, ovvero implementare il costo stesso dell'assistenza sanitaria. Circostanza, questa, che in una regione come la Calabria, alle prese con il piano di rientro dal debito sanitario, rappresenta non solo un errore gravissimo ma anche marchiano, rendendo, di fatto, inevitabile, a nostro giudizio, una valutazione critica dell'operato di Scura da parte del governo».

 

«Abbiamo chiesto un incontro urgente con il neo-ministro Giulia Grillo per illustrare prima di tutto la situazione di denegata assistenza che si sta concretizzando per i cittadini calabresi e poi la macroscopica sperequazione nel trattamento, in stile 'figli e figliastri', che viene riservato ad associazioni di categoria come la nostra»aggiunge, dal canto suo, Alessia Bauleo, rappresentante di Federlab Calabria. «In regioni così difficili come la Calabria - conclude Bauleo - dovrebbe essere potenziata la prevenzione che è propria della specialistica a confronto del trattamento, oltretutto molto più costoso economicamente e socialmente, dei casi 'acuti'. Non a caso la nostra regione è all'ultimo posto nella graduatoria per peggioramento dell'aspettativa di vita».

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