L'Asp nega ancora le cure al figlio autistico: «A Reggio la legge non vale?»

VIDEO | Nuovo sit in di protesta di Angela Villani, madre del piccolo Matteo. A quasi un anno dalla sentenza del Tribunale, che ordinava all'ente di via Diana a provvedere per le terapie, niente è cambiato: «Pretendo sia garantito il diritto alla salute»

di Angela  Panzera
19 novembre 2019
13:50
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«Per mio figlio non è stato un problema nascere autistico, ma nascere a Reggio Calabria perché le cure non dovrebbero essere richieste, dovrebbero essere date punto e basta come avviene nelle altre città». È stata costretta nuovamente a scendere in piazza per protestare, Angela Villani la madre del piccolo Matteo, un bambino di sei anni di Reggio Calabria affetto da una grave forma di autismo. Dopo tre mesi dal suo sit in dinanzi la Prefettura aveva ricevuto rassicurazioni in merito alla continuazione delle terapie per il proprio piccolo da parte dell’Asp, condannata dal Tribunale. Il 18 febbraio scorso infatti, Tribunale ha accolto il suo ricorso, primo caso in tutta la provincia reggina, condannando l’ente di via Diana «a provvedere, direttamente o indirettamente, in favore del minore ricorrente, all’ erogazione di 15 ore settimanali di terapia con metodo Aba, o in subordine, a sostenere l’onere economico di tale terapia con conseguente diritto di rivalsa dei ricorrenti, e tanto fino a compimento del 12esimo anno di età». 

Negate le cure a Reggio

Ad oggi nulla è cambiato. L’Asp  si è limitata soltanto a proporre un centro a Lamezia o a Cosenza, negando di fatto le cure in città per il bambino. «Mi sento mortificata da questa comunicazione- afferma la donna- lo sanno benissimo che mio figlio non può affrontare un viaggio di tre ore all’andata e tre ore al ritorno ed inoltre, sanno perfettamente che le terapie deve continuare in un ambiente familiare altrimenti per lui sarebbe uno stress troppo elevato e i danni sarebbero maggiori dei benefici. Come si fa a fare certe proposte?». Sul caso era intervenuto anche il garante regionale per l’infanzia Antonio Marziale il quale, dopo aver sollecitato più volte la triade commissariale a rispettare la sentenza anche lui aveva ricevuto rassicurazioni. Niente, però è stato fatto e adesso la signora Angela lancia un nuovo appello a tutte le Istituzioni: Matteo deve curarsi necessariamente e non può permettersi di annullare tutti i miglioramenti compiuti fino adesso, ne va della sua salute e del suo futuro. «Come ci si può comportare così di fronte ad un bambino malato- si chiede- come si può restare indifferenti davanti alla sofferenza di un bambino?».

L'appello

La donna non pretende che l’Asp dia un assegno, anche se il Tribunale ha prescritto che qualora non possa provvedere direttamente alle prestazioni lo debba fare «indirettamente» bensì chiede solo che paghi il centro a Reggio Calabria dove il minore in tutti questi anni si sta curando. «Il mio è un appello di madre disperata-continua- ma anche indignata perché non è possibile che i diritti di mio figlia siano continuamente calpestati in questa città. Se neanche la legge con quel provvedimento è riuscita a smuovere qualcosa cosa devo credere? Che a Reggio la legge non ha valore? Io non voglio soldi voglio solo quello che mio figlio abbia il diritto di curarsi come dice la nostra Costituzione». Intervista Villani

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