Prima apparizione dopo la scomparsa del figlio Francesco, avvenuta il 21 febbraio scorso. L’abbraccio dei vicini
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Il senatore di Forza Italia Mario Occhiuto torna nell'Aula del Senato per la prima volta dopo la morte del figlio, Francesco, e viene accolto da un lungo e caloroso applauso dei colleghi e dal saluto del presidente di turno Gian Marco Centinaio (Lega).
Il figlio, Francesco Occhiuto, era morto a 30 anni, il 21 febbraio scorso, precipitando dall'ottavo piano. Il parlamentare, completamente vestito di nero, camicia compresa, ha preso posto vicino ai colleghi di gruppo alcuni dei quali lo hanno abbracciato.
Dopo la morte del figlio, Mario Occhiuto aveva commosso tutti con una lettera pubblicata dal Corriere della Sera sottolineando la marginalità con cui ancora è trattata la salute mentale e come Francesco non riuscisse a «vedere via d’uscita, l’amore non basta contro le fragilità mentali».
«Francesco – aveva scritto qualche giorno dopo la perdita – era un ragazzo straordinario: dolce, brillante, sensibile. Aveva tutto: una famiglia che lo amava, una carriera avviata, tanti sogni da realizzare. Eppure, dentro di sé, portava un peso che nessuno poteva davvero vedere».
«Voleva capire, aiutare. Forse anche salvarsi. Era circondato da affetto, aveva tanti amici, ma sapeva di essere diverso. Un giorno mi confidò: “Papà, forse alcuni mi vedono distante, chiuso, ma nessuno immagina che il mio è un malessere interiore. Nessuno sa quanto sto lottando”».
«Pensiamo sempre che l'amore di una famiglia basti. Ma la verità è che, a volte – è un altro passaggio di quella lettera – non è sufficiente. Chi soffre di una fragilità mentale ha bisogno di molto di più: sistemi strutturati, reti di sostegno, di cure che non si attivino solo nell'emergenza. Oggi la salute mentale è ancora considerata un argomento marginale». Ed esortava i genitori nelle sua stessa situazione: «Lottate per i vostri figli, ma non fatelo da soli».