La scuola di Nocera accorpata a Falerna, il sindaco Albi: «Non lo permetteremo»

Il primo cittadino scrive alla Provincia di Catanzaro: «Siamo disposti a difendere con tutti i mezzi l’istituzione scolastica della nostra cittadina anche a costo di portare tutta la popolazione sotto Palazzo di vetro»

di Redazione
15 novembre 2019
17:35
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«Il tentativo di ridimensionare l’Istituto comprensivo di Nocera Terinese attraverso l’accorpamento con Falerna è illogico sia sul piano della didattica, sia dal punto di vista dell’organizzazione del personale docente e non docente, sia dal punto di vista della logistica e nell’economia dell’operazione a partire dall’interesse degli alunni, non si intravede alcun vantaggio se quello di  qualche piccolo comune, come Martirano per esempio, che così facendo, potrebbe mantenere l’istituzione scolastica». Il sindaco di Nocera Terinese Antonio Albi non ci sta a subire una decisione di cui è venuto a conoscenza esclusivamente attraverso gli organi di stampa.

«Noi non permetteremo nel modo più assoluto- afferma quindi Albi - che decisioni di questa gravità vengano assunte nel chiuso delle stanze della Provincia di Catanzaro! Siamo pronti a difendere con tutti i mezzi l’Istituzione scolastica di Nocera Terinese anche a costo di portare tutta la popolazione sotto il Palazzo di Vetro. Ed in caso di mancato ravvedimento ci rivolgeremo al Ministero della Pubblica istruzione e se servirà anche al Tar. Questa decisione non passerà. E’ chiaro che si tratta di un tentativo becero di voler a tutti i costi accontentare qualcuno ma, per quanto ci riguarda, abbiamo la ferma  intenzione di far venire a galla tutte  le magagne. Del resto, se così non fosse, quale motivo avrebbe impedito  il coinvolgimento del Comune di Nocera Terinese nel merito di una  decisione delicata ed importante come questa?».

 Albi stigmatizza duramente il comportamento della Commissione scolastica provinciale  e, soprattutto, il risultato della Conferenza dei servizi dello scorso 5 ottobre in cui appunto si sarebbe deciso l’accorpamento.  Anche la minoranza consiliare del Comune di Nocera sta insorgendo contro questa decisione e chiede un Consiglio Comunale aperto. «Comprendiamo la preoccupazione della minoranza – spiega Albi - perché la difesa delle istituzioni è una questione che ci coinvolge tutti ma, data la ristrettezza del tempo a nostra disposizione, riteniamo  più razionale e fruttuoso, in questo momento, spostare la discussione nelle sedi competenti, quelle appunto in cui  devono riunirsi al più presto gli organismi  per determinarsi in base alla nostra proposta».

 La proposta che in questi giorni la Commissione provinciale non ha voluto prendere in considerazione consiste nel mantenere l’accorpamento Nocera-San Mango ed aggiungere Martirano e Martirano Lombardo. Il sindaco Albi ha dunque inviato alla Provincia di Catanzaro una Pec per illustrare e dimostrare, numeri alla mano che il tentativo di accorpamento con Falerna è fuori da ogni contesto territoriale, economico e didattico: «E’ solo una forzatura che non trova ne senso ne logica nella realtà».

Il territorio di Nocera e quello di San Mango sono infatti, dal punto di vista culturale e territoriale molto legati. Nella storia scolastica dei due comuni si ricorda negli anni 60 la direzione didattica unica che tra l’altro comprendeva, anche Martirano e Martirano Lombardo, possiamo ricordare la condivisione del Conservatorio Parificato Tchaikovsky e sotto il profilo territoriale la vicinanza sia dall’entroterra di Nocera al paese di San Mango attraverso la strada provinciale circa 7 Km  sia dalla zona costiera di Nocera al paese di San Mango attraverso l’autostrada.

Anche con i comuni di Martirano e Martirano Lombardo c’è un’antica e consolidata storia sia economica che culturale.

Questa – si legge ancora nella nota stampa - è la valida alternativa al dimensionamento illustrato nella conferenza di servizio. Una soluzione attraverso cui non solo Nocera Terinese riavrebbe l’autonomia scolastica ma con circa 750 alunni sarebbe ben oltre la soglia minima di 600 prevista per legge e consentirebbe di avere un’istituzione scolastica duratura e razionale. I plessi di Motta Santa Lucia e Conflenti potrebbero  essere accorpati all’Istituto comprensivo di Soveria Mannelli, che, peraltro, è a rischio di perdere l’autonomia e che in questo modo consoliderebbe definitivamente il numero dei suoi alunni.

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