Santelli candidata, a breve anche l'ok di Meloni. E Occhiuto resta solo

Lega e Fi sono con la deputata. Manca Fdi, che non pone veti ma pretende il rispetto degli accordi sulla Puglia. Il centrodestra calabrese scalda i motori e si mette al lavoro sulle liste

di Pietro Bellantoni
20 dicembre 2019
10:38
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Jole Santelli e Giorgia Meloni
Jole Santelli e Giorgia Meloni

La candidata è lei, poche storie. Jole Santelli guiderà l'intero centrodestra alle prossime Regionali del 26 gennaio. Non ci saranno divisioni tra i tre partiti che compongono la coalizione. Certo, per il momento la deputata cosentina ha incassato il via libera solo da Fi e Lega, non da Fratelli d'Italia.

 

Ma, giurano fonti vicinissime a Giorgia Meloni, anche l'“ok” ritardatario arriverà presto. «Penso proprio di sì», dice uno dei big del partito calabrese, che chiarisce subito: «Per noi non ci sono problemi sul nome di Santelli. Il tema è invece un altro: non ci siamo mai permessi di dire agli alleati chi candidare e, allo stesso modo, non vogliamo rotture sui nostri».

 

Significa che il silenzio di Meloni non è legato al mancato gradimento rispetto alle scelte di Fi in Calabria, quanto alle frizioni con Salvini in merito allo schema generale per le Regionali 2020.

 

Il quadro generale

A spiegare bene questo passaggio è un esponente di primo piano del partito: «C'era un quadro di alleanza complessivo che stabiliva che avremmo avuto la candidatura alla presidenza in Puglia e Marche. Giorgia ha fatto un grande lavoro per convincere Fitto a candidarsi e, dopo esserci riuscita, Salvini si è messo a fare i capricci, perché i sondaggi dimostrano che si può vincere in una regione del Mezzogiorno come la Puglia, che certo non ha le stesse problematiche di Calabria e Sicilia. Insomma, Matteo vuole vincere facile».

 

La Calabria entra dunque solo in modo marginale nelle dinamiche tra Lega e Fdi. La stessa Meloni avrebbe chiarito di non voler utilizzare questa regione come «merce di scambio», ma un avvertimento a Salvini andava recapitato comunque, «perché si è rimangiato quanto avevamo stabilito».

 

È comunque opinione diffusa che, almeno per quanto riguarda la Calabria, l'ultimo nodo, probabilmente il più piccolo, dovrebbe essere sciolto a breve. Indietro, in ogni caso, non si torna. E infatti Santelli, gli altri parlamentari (incluso Roberto Occhiuto) e i consiglieri regionali di Fi hanno già acceso i motori e iniziato il lavoro sulle liste.

 

Il problema non riguarda tanto il numero delle sigle in campo – dovrebbero esserci, oltre a Lega, Fi e Fdi, anche l'Udc, la Casa della libertà e Officine del Sud – quanto trovare spazio in così poco tempo (manca una settimana alla presentazione delle liste) per tutti gli aspiranti candidati, molti dei quali in arrivo dal centrosinistra.

Occhiuto accusa

E mentre nel centrodestra fervono i preparativi, Mario Occhiuto mastica amaro e accusa Berlusconi di essersi piegato ai diktat del Carroccio: «Ho perso la mia battaglia, Forza Italia ha ceduto alla fine alla Lega di Salvini il diritto di scelta del proprio candidato».

Il sindaco di Cosenza traballa vistosamente e si appella ai suoi sostenitori per «decidere insieme se e come portare avanti» il progetto messo in campo più di un anno fa. «La forza per realizzarlo – dice ancora – è a questo punto solo nelle mani dei calabresi».

Ma per Occhiuto, ormai, sembrano esserci davvero pochi margini di manovra.

bellantoni@lactv.it

Pietro Bellantoni
Giornalista

Sono un figlio degli anni 80. Faccio il giornalista ormai da un po' (professionista dal 2009). Dopo aver frequentato la Scuola di giornalismo dell'Università Iulm di Milano, ho scritto per L...

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