Il matrimonio Salini-Astaldi salverà il progetto SS 106? Dipende dalla politica...

VIDEO | Intanto il comitato per la difesa delle terrazze dell’alto Jonio cosentino avverte: l’attuale progetto è dispendioso e non rispettoso della natura

di Marco  Lefosse
4 luglio 2019
13:17
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Il futuro della nuova statale 106 “Sibari-Roseto” potrebbe passare anche dall’operazione di mercato che nelle ultime ore ha visto il gruppo industriale Salini Impregilo rilevare il 65% delle quote della Astaldi, la società aggiudicatrice dell’appalto del terzo megalotto, che era finita in piano di concordato.

Si tratta di un affare da 600milioni di euro del quale farà parte anche lo Stato attraverso Cassa Depositi e Prestiti ed un pool di banche creditrici (Unicredit, Intesa, Bpm, Bnp Paribas, Mps) che si trasformeranno in soci del nuovo leader delle costruzioni italiane.

Basterà per sbloccare i lavori sulla Sibari-Roseto? 

Basterà questo per sbloccare i cantieri e dare il via ai lavori della più grande e costosa opera prevista nel Meridione? Beh, bisognerà capire anche quale sarà la volontà politica del Governo che adesso ha in mano la patata bollente di questa nuova opera e soprattutto quella del Movimento 5 stelle che, come si sa, nella Sibaritide ha radici profonde ed una posizione, rispetto all’opera (non sull’utilità, sia chiaro, ma sul progetto) alquanto critica.

E non è un caso che della questione è ritornato a parlarne proprio un comitato che non fa mistero di avere una vicinanza di intenti con i meetup pentastellati, soprattutto quelli dell’alto Jonio cosentino, di quel territorio che dovrà essere interessato proprio dai lavori di ammodernamento della Statale 106. A parlare è il referente del Comitato per la salvaguardia delle terrazze dell’Alto Jonio, Michele La Canna. «Noi siamo favorevoli all’opera e speriamo si realizzi nel più breve tempo possibile, però siamo favorevoli ad un progetto che rispetti l’ambiente». E a quanto, quello varato dal CIPE e che ha ottenuto un finanziamento 1,3 miliardi di euro, non sarebbe in linea con i “canoni ambientali”. «Ecco perché – precisa La Canna – proponiamo il raddoppio, per dove possibile, del tracciato esistente. Questo, a nostro avviso, è l’unico modo per fare l’opera nel migliore dei modi possibili».

«1,3miliardi sono pochi per quel progetto»

Anche perché a detta degli attivisti i costi per la realizzazione del progetto esecutivo (ancora non c’è un progetto definitivo dell’opera) sarebbero molto più elevati rispetto ai fondi stanziati. «Sarebbe opportuno allora – dice La Canna – rivedere il progetto così da consentire la realizzazione dell’opera nel minor tempo possibile e con il minor spreco di risorse, in modo da poter utilizzare i soldi risparmiati per un progetto di ammodernamento sulla Sibari-Crotone, dove ad oggi la statale 106 è una vera e propria emergenza».

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Marco  Lefosse
Giornalista

Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra...

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