Crati, Oliverio nei luoghi dell’esondazione: «La non cura del territorio ha portato il conto»

Sopralluogo del presidente della Regione con i tecnici della Prociv: «Aiuto immediato alle aziende. Siamo in attesa che il Governo dichiari lo stato di calamità naturale per come richiesto»

2 dicembre 2018
18:04
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Il sopralluogo del presidente Oliverio
Il sopralluogo del presidente Oliverio

Il presidente della Regione Mario Oliverio ha effettuato un sopralluogo nelle aree del territorio di Corigliano-Rossano colpite dalle straripamento causato dalla rottura dell'argine del fiume Crati verificatosi nella notte tra martedì e mercoledì scorsi. Lo riporta una nota della Giunta regionale. 

Tappa nei luoghi devastati dall’esondazione

Il governatore, infatti, ha fatto tappa nelle frazioni dove numerosi sono stati gli allagamenti che hanno interessato attività produttive, in particolare agrumicole e zootecniche, e abitazioni, causando notevoli danni e perdita di bestiame. Con lui, presenti anche il consigliere delegato all'Agricoltura Mauro D'Acri e i funzionari della Protezione civile responsabili del 'Volontariato', Domenico Costarella, e della ' Gestione dei rischi naturali e antropici', Michele Folino Gallo. Nell’occasione – continua la nota – il presidente Oliverio ha incontrato le famiglie colpite, entrando nelle case devastate da acqua e fango, come le stalle, i locali per le attività, verificando lo stato delle cose. Si è poi recato presso gli argini del Crati ed ha quindi presieduto una riunione  nella  quale è stato fatto il punto della situazione, cui hanno partecipato Nicola Cilento, vicepresidente nazionale Confagricoltura e presidente Coab nei cui locali si è tenuta la riunione stessa, Franco Mazzei, responsabile territoriale Cia, il sub commissario prefettizio per il Comune di Corigliano-Rossano Lizzato, il presidente e il direttore del Consorzio di bonifica dei bacini dell’Alto Ionio cosentino Marzio Blaiotta e Biagio Cataldi,  nonché alcuni cittadini.

«Problemi accumulati in decenni»

A giudizio di Oliverio: «La mancata cura del territorio e delle aste fluviali nel corso di un lungo periodo porta oggi il conto. E’ una situazione che si ripete dappertutto- ha aggiunto al termine della giornata - non solo qui a Corigliano: l’altro giorno a Crotone, ancora prima nel lametino, nella Piana di Gioia Tauro, nel vibonese, nella Locride. Stiamo lavorando duramente per affrontare problemi e ritardi accumulati nel corso di decenni, attraverso interventi per la ripulitura e la messa a regime delle acque dei fiumi, quindi la sistemazione dei corsi fluviali». Il presidente, poi, ha parlato del programma d’interventi messi in campo per la messa in sicurezza del territorio e per la sistemazione idrogeologica che è in via di realizzazione «per il quale occorre però considerare tempi di progettazione, procedure nel rispetto della legge, le gare ed altro che ci consentiranno di dispiegare pienamente questa azione». Nell’area di Corigliano: «Il Crati costituisce una delle maggiori criticità. E’ stato oggetto di un primo intervento di consolidamento degli argini in un tratto esondato negli anni scorsi. E’ necessario – ha continuato il governatore - che si realizzi un intervento più complessivo di messa in sicurezza e di regolazione del deflusso delle acque. In tal senso sono state già programmate risorse importanti che consentiranno la realizzazione di questo obiettivo».

«Aiutare le aziende in difficoltà»

Evidenziando il carattere urgente di tali attività il presidente ha sottolineato: «Con una convocazione straordinaria della giunta regionale all’indomani della esondazione, abbiamo richiesto lo stato di calamità naturale sottolineando i danni alle aziende e alle civili abitazioni. Ora è necessario intervenire a sostegno delle famiglie e delle attività produttive che hanno subito un colpo molto grave». Un occhio di riguardo per le aziende e di sistemazione e messa in sicurezza del fiume e di tutto il comprensorio: «Per fortuna – ha chiosato - non ci sono state vittime, considerata l’ora e la vastità della esondazione. Occorre nell’immediato dare aiuto alle strutture produttive per renderle agibili. Ora siamo in attesa che il Governo dichiari lo stato di calamità naturale per come da noi richiesto».


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