Diamante, Magorno candidato a sindaco: «Una decisione sofferta»

VIDEO | Fino a qualche giorno fa il senatore del Pd respingeva l'ipotesi di correre per la poltrona di primo cittadino confermando solo la volontà di fare il consigliere comunale. Poi il cambio di rotta

di Francesca  Lagatta
7 giugno 2019
23:00
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Il senatore Ernesto Magorno
Il senatore Ernesto Magorno

Il senatore Ernesto Magorno alla fine ha ceduto alla tentazione e si è candidato a sindaco della città di Diamante. Una decisione difficile, «sofferta» la definisce lui, e c'è da credergli se si pensa che fino a sei giorni fa aveva diffuso un comunicato stampa per smentire le voci che lo volevano a capo della lista rimasta orfana del suo originario creatore, Ernesto Caselli, dopo che un malore lo aveva stroncato sul divano di casa sua una settimana prima del voto.

 

Poi c'era stato un comizio pubblico, durante il quale l'ex segretario regionale del Partito Democratico aveva avanzato una candidatura a consigliere comunale lasciando l'onere di guidare la squadra al giovane avvocato Achille Ordine, che a un certo punto ha fatto un passo indietro rimescolando le carte. Finanche ieri sera, al suo rientro da Roma, dove siede tra gli scranni di Palazzo Madama, il senatore non aveva ancora preso una decisione. Poi in serata è seguita una riunione con i suoi, c'è stato un cambio tra i candidati consiglieri, l'ultima modifica a una compagine che sostanzialmente è rimasta la stessa, e finalmente, nella notte, i dubbi hanno lasciato spazio alla certezza di una candidatura che per certi aspetti è stata servita su un piatto d'argento. Pochi avrebbero voluto o saputo colmare il vuoto lasciato da Caselli e oltretutto l'avversario Marcello Pascale, professione medico chirurgo, incute più di qualche timore. Ma Magorno sindaco di Diamante lo è già stato per ben due volte e il richiamo è stato forte.

La firma questa mattina in Comune

Così, accompagnato dalla moglie Francesca Casella, l'esponente del Pd, dal luglio scorso anche componente del Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, si è recato in Comune per apporre la firma sul documento che ha ufficializzato la sua (ri)scesa in campo nella comunità altotirrenica. La lista si chiamerà "Uniti per te".

Lo abbiamo incontrato e raccolto le sue dichiarazioni a caldo:

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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