Corigliano-Rossano, 5stelle in trepidazione per il responso del Consiglio di Stato

La lista grillina è stata esclusa per un grave errore di forma dalla competizione elettorale del 26 maggio. Tutto ora è affidato ai giudici di Palazzo Spada

7 maggio 2019
22:08
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Dal tetto di Palazzo Spada a Roma, sede del Consiglio di Stato, l’attesa fumata non c’è stata. Né nera tantomeno bianca. I Cinque stelle del meetup di Corigliano-Rossano dovranno rimanere ancora un po’, tutti uniti, con la testa in su, sotto i balconi di piazza Capo di Ferro per sapere quale sarà la loro sorte alle amministrative del prossimo 26 maggio: le prime per la grande polis della Sibaritide.

Faranno anche loro parte della partita con una lista di soli 19 componenti e capeggiati dal loro portavoce Claudio Fiorentino, oppure dovranno ripiegare sulla partecipazione bianca (quella in cui si lasciano liberi i propri elettori)?  

«Dal Tar una sentenza frettolosa»

Ad esprimersi in merito è stato proprio il designato candidato alla carica di Primo cittadino che nel marzo scorso ha vinto le comunarie (leggi anche Corigliano-Rossano, scelto il candidato a sindaco per il M5s). Claudio Fiorentino è quasi certo di poterla avere vinta dal Consiglio di Stato perché - a suo avviso – la pronuncia del Tar Calabria «è stata frettolosa e ha fatto riferimenti a casi analoghi ma non uguali al nostro».

La lista M5s ricusata per un "grave errore di forma"

Ricordiamo che la seconda subcommissione elettorale insediata nel comune di Corigliano-Rossano, lo scorso 27 aprile aveva ricusato la lista del Movimento per un grave errore di forma, concretizzatosi perché le duecento sottoscrizioni alla lista non erano correttamente rilegate. Motivazione che il Tribunale amministrativo della Calabria aveva accolto a pieno confermando l’esclusione della lista 5 stelle dalla competizione elettorale (leggi anche Elezioni Corigliano-Rossano, il Tar rigetta il ricorso del M5s: è fuori).

«Questa non è democrazia» 

«Le motivazioni del Tar – ribadisce Fiorentino – non sono attinenti al nostro caso specifico. Ed è impensabile che si escluda dalle elezioni una lista solo per la mancanza – sostiere il portavoce pentastellato – di un timbro del Comune tra due fogli. Questa – precisa – non è democrazia. È per questo che ci siamo rivolti al Consiglio di Stato con la fondata speranza che annulli il provvedimento del Tar Calabria e consenta al Movimento 5 stelle di concorrere democraticamente alle prossime elezioni comunali».

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