L'ennesima sentenza della giustizia amministrativa ha colpito duramente il settore balneare. Il Tar Liguria ha stabilito che la proroga fino al 2027, decisa dal governo Meloni, non è applicabile perché in contrasto con il diritto comunitario.
La decisione non giunge inaspettata, ma le sue conseguenze sono pesantissime: i bandi pubblici restano l’unico strumento legittimo per l’assegnazione delle concessioni. Gli operatori balneari, già in difficoltà da anni, si ritrovano disorientati e in balia dell’incertezza, costretti a lavorare sotto una spada di Damocle. L’annullamento della proroga senza alternative immediate li lascia in una situazione precaria, senza alcuna certezza per il futuro.
«Questa sentenza conferma quanto già stabilito nel 2021 dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato. Le proroghe legislative delle concessioni balneari sono illegittime, perché violano il diritto europeo. È una conclusione ormai scontata, ma che getta il settore in un limbo», spiega Nicola Candiano, ex sindaco, avvocato amministrativista e difensore di alcuni operatori turistici.
«Chi ha creduto nella proroga al 2027 ha compiuto un azzardo. Ora la giustizia amministrativa ribadisce che i giudici possono disapplicare le norme nazionali in contrasto con l’Ue, lasciando gli stabilimenti nell’incertezza più assoluta», aggiunge l’avvocato.

Il malumore tra gli imprenditori del settore turistico è diffuso in tutta Italia, ma assume proporzioni ancora più rilevanti nella fascia ionica, e in particolare nel Comune di Corigliano Rossano che vanta un litorale di circa 40 chilometri. Eppure, nonostante la vastità del territorio e l’importanza economica del settore balneare, il comune non si è dotato ancora di un Piano Spiaggia aggiornato.

«La problematica si complica nei Comuni che non si sono ancora dotati degli strumenti urbanistici adeguati. Senza un Piano Spiaggia conforme alle nuove normative, non si può procedere ai bandi», spiega Candiano.
Gli imprenditori locali denunciano una situazione insostenibile. Senza bandi non possono ottenere nuove concessioni, senza concessioni non possono investire, e senza investimenti il turismo rischia il collasso. «Gli operatori della fascia jonica sono esasperati. La sensazione è di essere stati lasciati soli in un mare di incertezze. Non sanno se potranno lavorare questa estate, non sanno se potranno fare investimenti, e soprattutto non sanno cosa succederà nei prossimi anni», sottolinea l’avvocato.

Torniamo a occuparci della proroga delle concessioni balneari fino al 2027 annullata dal Tar Liguria. Gli operatori restano nell’incertezza, mentre alcuni Comuni dello Jonio, come Corigliano-Rossano, non hanno strumenti per i bandi

Proroghe illegittime, ma senza bandi il settore resta paralizzato

Il TAR ha stabilito che le proroghe sono illegittime, ma allo stesso tempo molti Comuni non hanno i mezzi per pubblicare i bandi in tempi rapidi. Chi non dispone di un Piano Spiaggia aggiornato non può avviare gare regolari e si limita a rilasciare autorizzazioni provvisorie per ombrelloni e lettini.

Intanto, gli stabilimenti balneari continuano a lavorare in una sorta di zona grigia, esposti a potenziali sanzioni o chiusure. «Se nessuno solleva il problema, gli stabilimenti continuano a operare. Ma se interviene un’autorità extra comunale, il rischio di blocchi improvvisi è reale», avverte Candiano.

Molti operatori avevano sperato che il governo potesse ottenere una deroga dall’Unione Europea per salvaguardare le concessioni esistenti. Ma il Tar ha chiarito che non esiste alcun accordo scritto tra Italia e Ue. «Quella della proroga al 2027 è stata un’illusione politica. Si è parlato di un accordo con Bruxelles, ma nei fatti non c’è nessun documento ufficiale che lo confermi», afferma Candiano.
Anche se un'intesa informale fosse esistita, non avrebbe potuto prevalere sulle normative europee. La Corte di Giustizia UE ha più volte ribadito il principio della concorrenza e la necessità di assegnare le concessioni tramite gare pubbliche. «Ancora una volta, il governo ha preso tempo senza trovare una vera soluzione. Gli operatori balneari sono stati lasciati in balia dell’incertezza e ora si trovano in una situazione perfino peggiore», sottolinea l’avvocato.

L’estate si avvicina e gli operatori non sanno ancora come muoversi. Con le proroghe dichiarate illegittime e i bandi che in molti casi non possono essere indetti, il turismo balneare italiano rischia il caos. «Ora ci sarà sicuramente un appello al Consiglio di Stato, ma non è detto che la decisione arrivi prima dell’estate. Nel frattempo, cosa faranno le autorità? Faranno finta di nulla o inizieranno i controlli?», si chiede Candiano. L’incertezza sta paralizzando il settore da anni, con conseguenze devastanti: nessuno investe, nessuno rinnova le strutture, nessuno sa cosa accadrà nei prossimi mesi. «Gli imprenditori sono esasperati. La situazione è bloccata da troppo tempo e la politica non ha mai dato risposte concrete. La prima vittima di questa confusione normativa è il settore turistico», conclude Nicola Candiano