L’ingegnere 31enne scende in campo: «Il nostro è un moto partecipativo, plurale, autonomo, che nasce dalla società civile e non da logiche di potere». Attese ora le mosse di Pd, M5S e Avs con il gruppo di Marcello Manna convitato di pietra della coalizione
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Giovanni Bilotti si candida a sindaco di Rende. Lo ha annunciato questa mattina evidenziando di avere intorno a sè «un mondo fatto di persone vere: cittadini, professionisti, insegnanti, imprenditori, operatori del terzo settore, attivisti e realtà del territorio, che hanno avvertito un’urgenza comune. Una domanda diffusa e condivisa: ridare dignità e visione a Rende, insieme».
«Da quel confronto continuo e appassionato è nata GenerAzione - ha evidenziato - un moto partecipativo, plurale, autonomo, che nasce dalla società civile e non da logiche di potere». La precisazione che il giovane ingegnere, 31 anni, ha inteso evidenziare riguarda le voci incontrollate che animano il dibattito cittadino negli abituali ritrovi della politica. Accostato a più riprese alla vecchia amministrazione e a correnti interne al Pd, ha sempre sostenuto, anche in precedenti sortite mediatiche, di considerarsi un laico e di estrazione civica.
Fatto sta che è altamente probabile che il Partito Democratico, come sancito in una recente riunione, decida di convergere sul suo profilo. Stesso discorso per il gruppo legato a Marcello Manna, che tuttavia ancora non si è espresso in maniera ufficiale ma solo ufficiosa. Ieri, nel frattempo, ha avuto delle interlocuzioni dirette con Anna Laura Orrico, coordinatrice regionale del M5S che gli ha ribadito quanto sia fondamentale per lei l’indipendenza dall’ex sindaco, e con Maria Pia Funaro della segreteria regionale di AVS.
Bilotti: «Zero compromessi, chi ha la nostra visione di accodi»
Bilotti, commentando il suo impegno per le amministrative di maggio, ha spiegato che «lo dobbiamo a chi ci dà fiducia. Lo dobbiamo a Noi stessi. Lo dobbiamo alla Nostra Città, perché Rende siamo noi». «GenerAzione è la risposta a una chiamata che non potevamo ignorare. E oggi, proprio perché tante e tanti ce lo stanno chiedendo, abbiamo scelto, con senso di servizio e passione per il territorio, di rimboccarci le maniche. Lo facciamo non come scelta individuale, ma come responsabilità condivisa. Lo facciamo - ha proseguito - per dare forma politica e visione concreta a ciò che da tempo accade nelle reti sociali, nelle comunità, nei cuori di chi non si è mai rassegnato e ha deciso di rimanere. Ho deciso di accogliere questa sfida nella sola maniera che mi è stata insegnata: trasferendola dentro un gruppo, dentro una comunità attiva e inclusiva, che si fa carico di un’idea di Città più giusta, più equa, più viva. Non ci candidiamo per “essere” qualcosa, ma per fare insieme qualcosa di necessario».
Il neo candidato a sindaco ha quindi brevemente elencato dei punti del suo programma elettorale. «Rende ha bisogno di un progetto che parli di diritti, di ascolto, di dignità, di prossimità e di bellezza, e che dia voce a chi oggi non viene ascoltato - ha evidenziato -. Vogliamo ripartire dalla vita vera e dalla gente che se ne fa carico: dai quartieri e dalle frazioni, dal lavoro, dai servizi essenziali, dalla cultura, dall’ambiente, dall’inclusione, dalla scuola, dalle relazioni umane».
A margine, ha lanciato l’invito ad accodarsi a GenerAzione. «Vogliamo fare tutto ciò senza rancori, senza compromessi al ribasso, solo con la forza delle idee e delle mani che si uniscono per costruire il domani. Per queste ragioni, invitiamo tutti i cittadini che si riconoscono in questa visione ad unirsi a Noi, a condividere il nostro sogno di cambiamento. Perché ogni voce che si aggiunge, ogni esperienza che si intreccia, ogni idea che si condivide può contribuire a costruire quella Città Nuova che tutti desideriamo».