Quella di Flavio Stasi è una vera e propria crociata. Il sindaco di Corigliano Rossano, contro le società in house della Regione sembra avere un’avversione legata ai rincari delle tariffe di acqua e rifiuti. Aumenti che – sostiene il primo cittadino – sono peggio dei dazi di trumpiana ispirazione.

«Voi pensate che il nostro problema siano "solo" i dazi?» si chiede Stasi accennando all’export calabrese verso gli States e puntando l’indice contro il governo reginale. «Fino a poco tempo fa l'aumento delle tariffe rifiuti, causato dalla pessima gestione commissariale, cioè della giunta regionale – attacca Stasi – era invenzione di qualche sindaco. Messi spalle al muro – il sindaco si riferisce ad Arrical, e quindi tariffe rincarate sui rifiuti – sono spuntati 45 milioni di euro per evitare gli aumenti, che quindi ci sono, e come. Parliamo di costi che caricano la Tari, anche di comunità virtuose come la nostra. Ma da un po' insisto anche sull'acqua».

Dopo Arrical, Flavio Stasi, punta Sorical. «Ho letto difese d'ufficio dello (s)governatore che parlano di piccoli aumenti: temo non sappiano leggere. Gli aumenti approvati in Arrical nell'ultima riunione, col mio voto contrario, partono col 13% nel 2025, 20% nel 2026, 26% nel 2027. Più dei dazi di Trump», dice ancora il primo cittadino ionico.

«E a fronte di quale servizio? Quello che, per esempio, lascia a secco lo Scalo di Rossano una volta a settimana con una condotta preistorica? Parliamo proprio di quello. Tutto mi sembra coerente: esattamente come in sanità, soldi scippati ai calabresi: tanti; servizi: nessuno. Mi sono opposto – conclude – e continuerò ad oppormi».