Una donna chiamata a testimoniare nega ogni legame con l’ex capitano. In tribunale, per ora, le versioni convergono a favore del Pupone. Ma la battaglia legale è solo all’inizio e i colpi di scena sono tutt’altro che finiti
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La giornata più attesa del processo civile tra Francesco Totti e Ilary Blasi si è rivelata anche la più densa di retroscena. Se i riflettori erano tutti puntati su Cristiano Iovino, finalmente comparso in aula dopo cinque convocazioni andate a vuoto, a far rumore – in silenzio – è stata anche un’altra figura femminile, rimasta nell’ombra per mesi. Una donna convocata per chiarire la natura del suo presunto legame con l’ex capitano della Roma. Un nome che, tra sussurri e gossip, circolava da tempo come possibile “altra” nella vita coniugale di Totti.
E invece, la sua audizione si è chiusa in pochi minuti e con una smentita secca: nessuna storia, nessuna relazione, nessun tradimento. Solo, al massimo, qualche avance. Niente che possa giustificare un’accusa, né dal punto di vista affettivo né da quello legale.
Eppure, la convocazione di questa testimone, passata quasi sotto traccia rispetto alla risonanza mediatica del “caffè con Iovino”, rappresenta un momento cruciale del processo. Perché per anni, nel fitto sottobosco del gossip romano, si è parlato delle presunte infedeltà di Totti come di un segreto di Pulcinella. Storie da bar, racconti da spogliatoio, mezze frasi mai confermate che descrivevano l’ex calciatore come un marito tutt’altro che irreprensibile.
Eppure, quando si passa dai social all’aula di tribunale, le chiacchiere si azzerano, e restano solo i fatti. E i fatti, ad oggi, dicono che nessuna donna ha mai confermato di aver avuto una relazione extraconiugale con Francesco Totti. Nemmeno una. Nessuna testimonianza, nessuna prova concreta, nessuna denuncia o rivelazione pubblica. Solo illazioni. E nella battaglia legale per stabilire le responsabilità della fine del matrimonio, questo vuoto pesa. E pesa tanto.
Perché, come spiegano fonti legali vicine al caso, una rete di relazioni extraconiugali documentate avrebbe potuto cambiare drasticamente la direzione del processo. Dimostrare l’infedeltà ripetuta dell’ex calciatore avrebbe rafforzato la posizione di Ilary Blasi sul piano legale, soprattutto nella definizione della responsabilità morale e patrimoniale della separazione.
Ma fino ad ora Francesco Totti sembra aver schivato colpi potenzialmente letali, basterebbe una sola testimonianza attendibile per incrinare l’apparente vantaggio. Ma quella testimonianza, almeno per ora, non arriva. Nonostante le mille storie che hanno alimentato per anni il gossip romano, le “fiamme segrete” dell’ex capitano continuano a dissolversi come fumo al primo contatto con la realtà giudiziaria.
Di contro, invece, il fronte Blasi ha subito un’apparente batosta martedì: Cristiano Iovino, il personal trainer romano finito al centro dello scandalo, ha finalmente deposto. È arrivato scortato dai carabinieri, come un testimone di mafia, e ha parlato a lungo: la sua deposizione è stata secretata, ma le indiscrezioni raccontano di una relazione extraconiugale con Ilary, iniziata alla mostra di Banksy e proseguita fino all’autunno 2022, ormai a separazione avviata.
Nella stessa giornata è stata ascoltata anche Giorgia Lillo Lori, moglie di Angelo Marrozzini (cugino ed ex uomo fidato di Totti) e amica strettissima di Ilary, da sempre al suo fianco nella battaglia legale. E resta il nodo più delicato: i figli, ascoltati nelle scorse settimane in udienze riservate.
La domanda che incombe è sempre la stessa: chi ha tradito per primo? Perché in questo processo non si tratta solo di sentimenti feriti o di patrimonio da dividere. La posta in gioco è la responsabilità della rottura, e con essa la narrazione pubblica del grande amore che per vent’anni ha fatto sognare l’Italia.
In fondo, la verità giudiziaria non coincide sempre con quella mediatica. E se la corte dovrà valutare prove e dichiarazioni, al netto del clamore, il pubblico continua a vivere questo caso come un derby sentimentale. Con fazioni, tifoserie, e uno stadio social che non smette mai di rumoreggiare. Perché questa non è solo la fine di un amore da copertina, ma una vicenda in cui ognuno si specchia, prende posizione, si schiera.
In tutto questo, Totti continua ad apparire calmo, sicuro, quasi imperturbabile. Ma se la strategia della difesa è quella del “nessun danno, nessun fallo”, la palla è ancora in gioco. E in questo lunghissimo tempo supplementare, basterebbe un dettaglio, un nome, una prova concreta per cambiare di nuovo la partita.
L’impressione, però, è che la Roma di Totti lo stia proteggendo ancora una volta, con la stessa lealtà di una curva che non fischia mai il suo capitano. Nonostante tutto, nonostante gli anni, le cadute, i cambi di casacca. Nonostante la realtà.
E mentre l’aula si svuota dopo ogni udienza, restano le domande sospese, come nelle partite più tese: chi ha tradito per primo? Chi dice davvero la verità?