Caso Diciotti, è scontro tra il ministro Salvini e i magistrati

La vicenda si lega al mancato sbarco di 177 migranti rimasti fermi nel porto di Catania per alcuni giorni. Polemiche dopo la richiesta di autorizzare a procedere nei confronti del leader della Lega che replica: «Non cambio la mia posizione»

di Redazione
25 gennaio 2019
07:00
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Il ministro Salvini
Il ministro Salvini

Si riaccende lo scontro tra il ministro Salvini e i magistrati dopo che il tribunale dei ministri di Catania ha chiesto l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell'Interno per la vicenda della nave Diciotti. La decisione del tribunale dei ministri arriva dopo la richiesta motivata di archiviazione avanzata dalla procura di Catania.  «Le dichiarazioni odierne del Ministro dell'Interno, a commento della decisione del Tribunale dei Ministri di Catania, risultano irrispettose verso i colleghi nei toni di derisione utilizzati e nei contenuti, anche laddove fanno un parallelismo tra i tempi di redazione di un provvedimento giurisdizionale, come noto previsti dalla legge, e il funzionamento di un'azienda privata. Il rischio di una delegittimazione della magistratura, il cui operato viene fatto nel rispetto delle leggi dello Stato, è alto e va assolutamente evitato». Lo afferma in una nota l'Anm.

Salvini: «Non cambio la mia posizione»

«Ci riprovano, torno ad essere indagato per sequestro di persona e di minori, con una pena prevista da 3 a 15 anni. Manco fossi uno spacciatore o uno stupratore. Ora la parola passa al Senato e ai senatori che dovranno dire si o no, libero o innocente, a processo o no. Ma lo dico fin da ora, io non cambio di un centimetro la mia posizione». Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha commentato in una diretta Facebook la decisione del tribunale dei ministri di Catania di chiedere l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti. La decisione del tribunale dei ministri arriva dopo la richiesta motivata di archiviazione avanzata dalla procura di Catania. 

Il ministro accusato di aver abusato dei suoi poteri

Poi ha rivolto un applauso ai giudici a favore di telecamera. «Rapidi. In un'azienda qualunque qualcuno dovrebbe dare delle risposte», ha commentato. Il ministro viene accusato di "aver abusato dei suoi poteri". «I giudici facciano i giudici, i ministri fanno i ministri ed esercitano i loro poteri», aggiunge Salvini.

 

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