Diciotti, perse le tracce di 50 migranti. Salvini: «Ma non li avevo sequestrati?

Il ministro dell'Interno sull’allontanamento dai centri accoglienza: «Non tutti scappano dalla guerra». La Caritas replica: «Non sono detenuti, liberi di andare dove vogliono»

di G. D.A.
giovedì 6 settembre 2018
10:33
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Nave Diciotti
Nave Diciotti

Il dato è in aggiornamento ma sarebbero circa 50 i migranti sbarcati dalla nave Diciotti allontanatisi dai centri accoglienza. A darne notizia, lo stesso Viminale nello specificare che  si tratta di maggiorenni: «6 di loro hanno fatto perdere le tracce il primo giorno di trasferimento (foto La stamapa), venerdì; 2 eritrei destinati alla diocesi di Firenze si sono dileguati il 2 settembre; per altri 19 è stato verificato l'allontanamento il 3 settembre; altri 13 infine si sono dileguati ieri. Erano destinati a varie diocesi». In questo gruppo «4 si sono allontanate quando erano ancora a Messina».

Verifiche in corso sugli irrintracciabili

Le 50 persone  avevano solamente manifestato «interesse per formalizzare la domanda d'asilo". Tutte erano state identificate con rilievi fotodattiloscopici e inserite in un sistema digitale europeo. Da segnalare che sono in corso altre verifiche sul numero esatto degli "irrintracciabili", ed è verosimile che il gruppo possa essere più consistente. Controlli anche sulla nazionalità di chi si è allontanato: almeno in 6 provengono dalle Isole Comore».

Salvini: «Ma come non li avevo sequestrati?»

A commentare la notizia, il ministro dell’Interno Matteo Salvini (in foto), indagato insieme al suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi per sequestro di persona, sequestro di persona a scopo di coazione, arresto illegale, abuso d'ufficio e omissione d'atti d'ufficio: «Più di 50 degli immigrati sbarcati dalla Diciotti erano così 'bisognosi' di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire! Ma come, non li avevo sequestrati? È l'ennesima conferma che non tutti quelli che arrivano in Italia sono 'scheletrini' che scappano dalla guerra e dalla fame. Lavorerò ancora di più per cambiare leggi sbagliate e azzerare gli arrivi».

La replica della Caritas: «Non sono detenuti, liberi di andare dove vogliono»

Sui migranti presi in carico dalle diocesi italiane, al Centro Mondo Migliore ne sono rimasti 35. 8 partiranno già questo pomeriggio per Torino. A Mondo Migliore sono già presenti i referenti Migrantes del capoluogo piemontese che li ospiteranno. Il quadro della situazione è illustrato dalla Caritas italiana, che in merito agli allontanamenti sostiene: «gli ospiti del Centro non sono detenuti e quindi sono liberi di andare dove vogliono». G.d’a.

 

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G. D.A.
Giornalista
♠Ha conseguito la maturità classica presso il liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia. Nel 2013 ha acquisito la laurea in Scienze giuridiche, Facoltà Giurisprudenza, Università Cattolica del Sacro cuore in Milano. Giornalista pubblicista, dall’aprile 2013 ad oggi collabora come corrispondente con la testata giornalistica "Il Quotidiano del Sud". Parte integrante della manifestazione culturale "Festival Leggere&Scrivere" del Sistema bibliotecario vibonese; ha curato nel 2015 e 2016 l'ufficio stampa. Sempre nel 2015, addetto stampa nella manifestazione “Dieta Mediterranea, percorsi di consapevolezza del riconoscimento Unesco”, eventi in collaborazione con il Museo archeologico nazionale "Capialbi" di Vibo Valentia. Nelle prime due edizioni del "Festival per l'economia", aprile 2015 e 2016 a Vibo Valentia, ha ricoperto la carica di ufficio stampa. Nella sezione fotografia, nel giugno 2015 e nel giugno 2016, è stata scelta tra i finalisti del Premio internazionale "Art Contest". Si è occupata della comunicazione di alcune associazioni di volontariato del Vibonese. Tra queste l'associazione di psicologi e psichiatri "MiPiAci". 
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