Occupazione, gap Nord-Sud cresce: 3 milioni di posti di lavoro di differenza

Il rapporto Svimez disegna un quadro a tinte fosche per le regioni meridionali: +137mila posti nel Settentrione contro -27mila nel Mezzogiorno nel primo semestre dell’anno. E i giovani continuano a fuggire

di Redazione
4 novembre 2019
11:22
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Un giovane guarda annunci di lavoro
Un giovane guarda annunci di lavoro

«Si riallarga il gap occupazionale tra Sud e Centro-Nord, nell'ultimo decennio è aumentato dal 19,6% al 21,6%: ciò comporta che i posti di lavoro da creare per raggiungere i livelli del Centro-Nord sono circa 3 milioni». È quanto emerge dal Rapporto Svimez. «La crescita dell'occupazione nel primo semestre del 2019 riguarda solo il Centro-Nord (+137.000), cui si contrappone il calo nel Mezzogiorno (-27.000)», viene sottolineato.

 

Il 2019 vede il Sud entrare in "recessione", con un Pil stimato in calo dello 0,2%, a fronte del +0,3% del Centro-Nord (+0,2% la media nazionale). Il Rapporto Svimez segnala per il 2020 una "debole ripresa": con il Mezzogiorno che crescerà non oltre lo 0,2% (a fronte dello 0,6% dell'Italia nel complesso).

 

«Dall'inizio del nuovo secolo hanno lasciato il Mezzogiorno 2 milioni e 15 mila residenti, la metà giovani fino a 34 anni, quasi un quinto laureati». Così il Rapporto Svimez, che lancia l'allarme sulla "trappola demografica". In Italia nel 2018 si è raggiunto «un nuovo minimo storico delle nascite», si ricorda, sottolineando che al Sud sono nati circa 157 mila bambini, 6 mila in meno del 2017. La novità, spiega, è «che il contributo garantito dalle donne straniere non è più sufficiente a compensare la bassa propensione delle italiane a fare figli».

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