Lsu-Lpu, Anci Calabria ci crede ma non troppo: «Soluzione prospettata meglio di niente»

Per il presidente Gianluca Callipo  è il momento di mantenere le promesse fatte ai 4500 precari: «Ora certezze»

di Redazione
giovedì 20 dicembre 2018
19:05
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«Quelli che vengono da governo e maggioranza parlamentare sono segnali ancora poco chiari. Come Anci ci auguriamo che si sia presa pienamente coscienza delle conseguenze umane, sociali e amministrative della vertenza Lsu e Lpu. Intanto ci stiamo recando a Roma per seguire i lavori parlamentari, slittati alla data di domani». Il presidente di Anci Calabria, Gianluca Callipo, insieme ad alcuni sindaci si è recato a Roma al fine di sostenere le ragioni a favore del rinnovo dei contratti dei circa 4.500 precari che lavorano negli enti locali calabresi.

 

«In questi ultimi mesi - afferma Callipo -, innumerevoli volte abbiamo sollecitato attenzione per questa problematica, evidenziando tutte le incognite e tutte le priorità da affrontare per risolvere la vertenza. Nelle ultime ore, rappresentanti della maggioranza parlamentare ci hanno rassicurato sulla copertura finanziaria e sulla possibilità di rinnovare i contratti fino al 31 ottobre del 2019. Non è molto rispetto alle richieste che avevamo avanzato nei mesi scorsi, con particolare riferimento alle deroghe ai limiti del turnover e alla storicizzazione delle risorse, condizioni necessarie per stabilizzare tutti gli ex Lsu e Lpu, ma è comunque un passo in avanti rispetto a quanto si stava delineando».

Adesso è il tempo delle sicurezze: «Vogliamo la certezza che quanto promesso sia mantenuto. Ecco perché – aggiunge il presidente Anci - riteniamo necessario mantenere alta la guardia ed essere fisicamente presenti a Roma, anche per continuare a sollecitare risposte definitive ai rappresentanti istituzionali del Senato, affiancando le rappresentanze sindacali che da tempo e con determinazione stanno seguendo la vertenza. Domani saremo in aula al Senato per seguire i lavori. Soltanto alla fine, se l’emendamento sarà approvato così come ci è stato prospettato, sarà possibile tirare un sospiro di sollievo, fermo restando la necessità che da gennaio si lavori concretamente per ottenere le deroghe necessarie per continuare il percorso di stabilizzazione, le quali al momento non sono previste».

 

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