Visita nei laboratori, nelle aule alla scoperta dei servizi offerti dall’Umg. Il rettore: «Riusciamo a far fronte alle esigenze della popolazione studentesca, abbiamo corsi eccellenti anche in giurisprudenza, sociologia ed economia»
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Oltre 2.500 studenti delle scuole secondarie di secondo grado provenienti da tutta la Calabria hanno partecipato questa mattina alla giornata di orientamento promossa dall’Università Magna Grecia. L’ateneo catanzarese ha aperto le sue porte per presentare l’offerta formativa ai giovani che si apprestano ad intraprendere il percorso accademico. L’open day si è aperto con una performance canora, docenti e personale amministrativo dell’Umg si sono esibiti dal vivo nell’auditorium per dare il benvenuto agli studenti.
La giornata è poi proseguita con la visita ai laboratori, alle aule e ai servizi disponibili in ateneo. Il rettore Giovanni Cuda ha chiarito: «Oggi è una giornata bellissima, accogliamo studenti provenienti da tutta la regione e speriamo i nostri futuri studenti. Questi ragazzi, i professori e i genitori avranno la possibilità di visitare l’ateneo, valutare il livello di accoglienza e di servizi, con l’auspicio di offrire a ciascuno di loro un percorso che gli consentirà di essere soddisfatti nella loro professione e nel loro futuro».
Riguardo l’offerta formativa, il rettore ha sottolineato come «il nostro core business è sempre rappresentato dall’area medica e biomedico ma abbiamo ottimi corsi di giurisprudenza, economia, sociologia; inoltre, corsi interessanti in ingegneria biomedica. Una offerta che riesce a far fronte a tutti i desideri e le esigenze della popolazione studentesca».
Il numero degli iscritti all’ateneo catanzarese è in progressiva crescita, lo ha ribadito il rettore Cuda. «Speriamo – ha aggiunto – di riuscire a mantenerlo tale. Adesso c’è un dibattito sia alla Camera che al Senato riguardo all’accesso a Medicina. Si parla di questo semestre filtro durante il quale tutti gli studenti potrebbero aver accesso al corso di laurea in Medicina. Noi generalmente abbiamo circa 1.500 candidati a fronte di poco meno di 400 posti disponibili. Se questo dovesse avvenire mi aspetto un incremento significativo di studenti. Questi numeri sono molto problematici, tutti i rettori delle università d’Italia sono preoccupati. La scorsa settimana abbiamo discusso ampiamente di questo nella conferenza dei rettori. Si tratta di un impatto che sarà difficile e complesso da sostenere. Se così dovesse essere dovremmo ricorrere in parte a lezioni da remoto ma ancora è tutto da vedere».