È Tropea l'unica candidata calabrese a Capitale della cultura 2021

VIDEO | La presentazione dell'iniziativa, che impegnerà tutte le associazioni cittadine, gli enti, le istituzioni, ha attratto imprenditori e politici regionali e nazionali. Tutti concordi nel fare rete con l'intera regione, e sul creare un programma unico e vincente

di M LT
8 febbraio 2020
14:08
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Tropea è la candidata calabrese a Capitale italiana della cultura 2021 (#tropeacultura, questo l'hashtag che accompagna la corsa sin dallo start). Il percorso di candidatura è stato presentato venerdì sera a Tropea dal Sindaco Giovanni Macrì. Contestualmentre si è avuta la prima riunione del comitato promotore che avrà il compito di gestire le fasi del progetto, animato da un gruppo di lavoro diretto dall'esperta in marketing territoriale Luisa Caronte, coadiuvata tra gli altri dall'ing. Pantaleone Mercurio. 

 

 Un polo di azione unitario

La presentazione dell'iniziativa, che impegnerà tutte le associazioni cittadine, gli enti, le istituzioni, ha attratto imprenditori e politici regionali e nazionali. Su tutti, Pippo Callipo e Gerardo Sacco. È emerso chiaramente come la ricchezza straordinaria della perla del Tirreno abbia acceso gli entusiasmi e le speranze di molti, moltissimi calabresi, consapevoli del fatto che l’ottenimento di tale eventuale status renderà finalmente giustizia alle tante preziosità storiche, paesaggistiche, antropologiche del borgo millenario.

 

I mille volti di Tropea


Ad aprire i giochi, il Sindaco Macrì, che già in passato aveva sottolineato che se “il mare è il packaging, se si ama veramente la città, bisogna valorizzare una volta per tutte l’immenso patrimonio che la rende unica anche tramite sfide come questa», ammettendo implicitamente l'unicità del suo comune, e forte delle sue tante nature, greco gotica e araba, medioevale e barocca, borbonica e illuminista, la dotta e la contadina, la marinara, e soprattutto, la nobile, che viaggia di pari passo con la trama arcaica delle tradizioni popolari. Insieme, fanno quell’unicum tanto amato, che inorgoglisce, emoziona, ed ha attratto nei decenni milioni di turisti.


La candidatura di Tropea

A volere, fortissimamente volere la candidatura, è stata l'amministrazione comunale, affidatasi all’esperienza di Luisa Caronte, esperta in politiche di martketing territoriale e turistico, oggi a capo del gruppo di lavoro che avrà il compito di redigere il dossier della candidatura. Era stata lei ad annunciare sui social nei giorni scorsi che #tropeacultura sarebbe arrivata alla Borsa Internazionale del Turismo 2020, da domenica 9 a martedì 11 febbraio, e che proprio nell’ambito della vetrina internazionale sarebbero stati veicolati progetto, partnership pubblico private e programmi. Gli stessi soggetti protagonisti  della prima riunione di tutti i componenti del Comitato, alla quale è seguita la conferenza stampa.

Essere gli unici, un punto di forza

«Possiamo contare su una serie favorevolissima di circostanze-, ha ammesso il sindaco- per l'unicità della candidatura a livello regionale. oggi Tropea rappresenta la Calabria tutta. Fattore, questo, che ha finito col radunare intorno alla nostra avventura un consenso altissimo. Penso che comunque vada a finire ka nostra corsa, sarà stato ed è già, ad oggi, un successo, per l'entusiasmo che ha suscitato tanto nei tropeani, che in tutti i calabresi».

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I relatori

Accanto al Sindaco, oltre alla Caronte, il presidente della Provincia Salvatore Sodano, concorde nell'auspicare condivisione e sinergia, e Domenico Schiava, dirigente del dipartimento turismo della Regione Calabria ("mettete al centro dell'operazione l'uomo, oltre ai luoghi", questo il suo suggerimento). In sala, Pino Citrigino, Presidente Calabria Fiilm Commission, ed il Senatore Salvatore Di Bella, che sottolineava come «lo stato debba premiare il coraggio dei piccoli borghi che si candidano sfidando città grandi e ricche». 

 

Appuntamento a giugno 2020

Tornando ai punti strategici del dossier, questi verteranno su innovazione, inclusione, sviluppo di nuova imprenditorialità e recupero di identità- «Sono felice del gruppo di lavoro che presiedo - ha concluso la Caronte. Ho con me progettisti straordinari, paleontologi, architetti, archeologi, esperti di marketing territoriale. Sono certa che le possibilità ci sono, e sono importanti. ma solo credendoci tutti, riusciremo a fare di più e meglio degli altri». 

Intenzione comune, quella di gettare ponti tra Tropea ed il resto della regione, per un  progetto inclusivo che superi le maglie delle verifiche più severe. infine, l'arrivederci alla prossima primavera, quando verrà resa nota la rosa delle città finali, e del mese di Giugno, periodo in cui si avrà il responso finale della commissione, con l'individuazione della nuova capitale italiana della cultura 2021.

M LT
Giornalista

Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra...

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