Gioielli antichi e arte orafa in Calabria, un volume per censirli

Si tratta di oltre 400 oggetti analizzati nel libro “Collezione ori antichi della famiglia Spadafora maestri orafi di San Giovanni in Fiore”. La raccolta mette in evidenza le tradizioni che la Calabria ha saputo conservare grazie anche alle famiglie locali

mercoledì 6 giugno 2018
17:13
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Una collezione sconosciuta, ma preziosa non tanto e non solo per i materiali che la compongono, quanto per il valore documentale. Sono oltre 400 gli oggetti, tra monili lavorati con antica tecnica a stampo e rifiniture a mano oppure cesello e incisione, che vengono analizzati attraverso schede tecniche e storico-artistico nel volume "Collezione ori antichi della famiglia Spadafora maestri orafi di San Giovanni in Fiore", un'opera che censisce per la prima volta e sistematizza i capolavori di un'antica tradizione orafa calabrese perpetuata attraverso ritualita' sociali e familiari.

200 anni di tradizione di gioielli

La raccolta, curata da Rosa Romano, costituisce una tappa importante nella scoperta dell'oreficeria tra '800 e '900, e «mette in evidenza le tradizioni peculiari che la Calabria ha saputo preservare, divenendo un punto di riferimento per il confronto con altri gioielli popolari sparsi sul territorio». Si mette così ordine a 200 anni di tradizione di gioielli meridionali, puntando l'attenzione soprattutto su un orafo che è stato orafo di comunità atipico, anche perché ha lavorato per il Vaticano e per famiglie reali europe, la cui sapienza è stata tramandata a generazioni contemporanee.

Le corone gioiello conservate a Napoli

Giovan Battista Spadafora, nato nel 1938, inoltre, ha firmato quasi tutte le corone gioiello che adornano le statue della Madonna nella gran parte delle chiese storiche di Napoli. Un uomo che non solo eredita una preziosa cultura metallurgica, ma che la rinnova traendo spunto dal 'Liber figurarum' di Gioacchino da Fiore.

La famiglia Spadafora radicata a San Giovanni in Fiore

La famiglia Spadafora radicata a San Giovanni in Fiore, attraverso di lui ha recuperato antiche tecniche come quelle delle lamine a stampo e ha cominciato una raccolta di gioielli popolari. Una collezione cresciuta nel tempo e che ormai tramanda non solo oggetti di gusto territoriale ma documentazioni di tecniche comuni a tutto il regno partenopeo che derivano da una tradizione forte ottocentesca. Gli oggetti sono prevalentemente in oro rosso o giallo a bassa caratura, con pietre a pasta vitrea, perle scaramazze oppure smaltate. Particolarmente originali una serie di collane in maglia leggera, a trina piatta o cilindrica che sono caratteristiche solo dell'area calabrese. (AGI)

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