Un mese fa la tragedia di Santina, la giovane mamma morta dopo il parto a Cetraro

VIDEO | La donna, che tutti chiamavano semplicemente Tina, ieri avrebbe compiuto 37 anni e avrebbe festeggiato il primo mese di vita del suo bimbo. A seguito della tragedia, sono state avviate quattro indagini, una penale e tre di tipo amministrativo per fare piena luce sulla drammatica vicenda

di Francesca  Lagatta
domenica 18 agosto 2019
17:25
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Santina Adamo
Santina Adamo

E' già un mese che Santina Adamo non c'è più. Per la precisione, sono passati 32 giorni dall'alba maledetta del 17 luglio scorso in cui la giovane mamma di Rota Greca è stata stroncata da un'emorragia massiva all'ospedale di Cetraro e da un colpevole disorganizzazione sanitaria che negli ultimi anni in Calabria sta facendo più morti della 'ndrangheta.

La tragedia di Santina, morta due ore dopo il parto, ha indubbiamente rappresentato un prima e un dopo, ha diviso il tempo in due e ha acceso i riflettori su una sanità, quella calabrese, stuprata per anni dal potere deviato e dalla malapolitica. Quando abbiamo dato un volto a quell'assurda morte, abbiamo capito sin da subito che il dolore straziante avrebbe finalmente smosso le coscienze. Abbiamo capito che il suo ricordo non ci avrebbe mai più abbandonato.

«Buon compleanno, Tina, ovunque tu sia»

Santina, che tutti chiamavano semplicemente Tina, ieri avrebbe compiuto 37 anni. Era nata infatti il 17 agosto 1982 e nelle ultime ore sul web sono stati in tanti a dedicarle un pensiero o a inviarle gli auguri. 

Se Tina non se ne fosse andata anzitempo, ieri avrebbe festeggiato anche il primo complimese del suo secondo bimbo, quel figlio che ha tenuto tra le braccia subito dopo il parto, avvenuto in modo naturale intorno alle 3 di notte, e che ora non potrà più veder crescere.

Chi era Tina Adamo

Cresciuta a Rota Greca, paesino di 1100 anime dell'entroterra cosentino, si era trasferita a Taverna di Montalto Uffugo nel 2014, quando aveva coronato il suo sogno d'amore con Marco, che già l'aveva resa madre nel maggio di tre anni fa.

Si era diplomata in ragioneria a Cosenza, dove aveva poi conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione frequentando con profitto l'Unical. La sua passione era la danza. Aveva cominciato a ballare all'età di 4 anni e non aveva più smesso. Dopo il diploma di danza aveva cominciato a insegnare ballo nelle scuole del territorio.

La tragedia

Da qualche giorno, incinta al nono mese di gravidanza, Santina si trova in vacanza insieme alla sua famiglia sulla costa tirrenica. Intorno alla mezzanotte del 17 luglio scorso, si reca al pronto soccorso all'ospedale di Cetraro perché è in preda alle doglie e tre ore più tardi partorisce. Sembra essere andato tutto bene. A parte una lacerazione uterina, il parto non ha creato grossi problemi. Ma quando è in corsia, distesa sul letto, dice di accusare un forte dolore all'utero che con il primo parto non aveva provato, di certo non con quella intensità. Qualche minuto più tardi ha una forte emorragia e i medici sono costretti a trasportarla d'urgenza in sala operatoria, dove rimarrà per circa un'ora e mezza. 90 minuti che risulteranno fatali. Santina si spegne in attesa di ricevere altro sangue, lasciando dietro di sé una lunga scia di angoscia e disperazione.

Le conseguenze

A seguito della tragedia, sono state avviate quattro indagini, una penale e tre di tipo amministrativo. Quella penale la ordina il magistrato Pierpaolo Bruni, a capo della procura di Paola. Delle 18 persone che quella notte hanno avuto in cura Santina, dal pronto soccorso alla sala operatoria, ne vengono attenzionate dieci e alla fine finiranno sotto indagine tre ginecologi, due rianimatori e un'ostetrica. Le altre ispezioni sono state avviate, in ordine, dalla direzione sanitaria dell'ospedale, dalla sezione Risk Management della Regione Calabria, affiancata dalla sezione provinciale, e dal Ministero della Salute. Le attività di quest'ultimo porteranno alla luce una serie di criticità di tipo organizzativo e amministrativo, già denunciate da anni e mai risolte. Gli ispettori del ministro Giulia Grillo scrivono, nero su bianco, che allo stato attuale ciò che è accaduto a Santina potrebbe accadere di nuovo, a un'altra giovane madre. La direzione sanitaria è costretta a sospendere ogni attività legata al punto nascita e nel frattempo si mette in campo ogni iniziativa per risolvere tutte le problematiche. Il prossimo 28 agosto si terrà un incontro decisivo tra l'amministrazione comunale di Cetraro, i dirigenti dell'ospedale e il generale Saverio Cotticelli, commissario ad acta alla sanità. Si discuterà se e quando il punto nascita potrà essere riattivato.

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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