Tragedia del Raganello, il ministro dell'Ambiente apre la caccia ai responsabili

INTERVISTA | Sergio Costa, giunto questa mattina in Calabria, si è recato prima in ospedale di Castrovillari dove sono ricoverati alcuni dei feriti, poi ha raggiunto Civica: «Siamo stanchi di piangere morti»

di Redazione
21 agosto 2018
10:14
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Il ministro Costa a Civita
Il ministro Costa a Civita

All'indomani della tragedia è giunto in Calabria anche il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa che si è recato prima all'ospedale di Castrovillari, dove sono ricoverati alcuni dei feriti e poi a Civita. «Tra di loro ci sono anche alcuni bambini. Sono momenti di grande dolore e preoccupazione. Io ho voluto fortemente essere qui, accanto a queste persone sofferenti, per far sentire anche alle loro famiglie la vicinanza non solo mia ma di tutto il governo» - ha spiegato il ministro spiegando che «più tardi farò il punto della situazione con i soccorritori, che non smetterò mai di ringraziare. Ma adesso è il momento della vicinanza e del cordoglio, ora voglio stringere in un abbraccio chi è ferito e soprattutto le famiglie di chi ha perso la vita durante quella che doveva essere solo una gita in un parco».

 

Dopo la visita al nosocomio il ministro ha raggiunto Civita: «Siamo stanchi di piangere i morti. Io sono venuto qui proprio per capire chi doveva fare cosa e magari non lo ha fatto» - ha affermato - «Ho voluto fortemente essere qui, accanto a queste persone sofferenti, per far sentire anche alle loro famiglie la vicinanza non solo mia ma di tutto il governo». 

«Necessario capire - ha aggiunto Costa - se chi doveva fare qualcosa l'ha fatto. Tutto questo anche tenendo conto di determinate situazioni dove c'è un afflusso turistico che porta anche un valore aggiunto economico rispetto al quale è chiaro che debbono esserci norme puntuali e anche il consenso delle persone. D'intesa con il premier Giuseppe Conte abbiamo già chiesto ufficialmente alla Prefettura di Cosenza una relazione amministrativa sull'accaduto e l'attendiamo nel giro di un paio di giorni. É nostra intenzione - ha aggiunto Costa - capire, attraverso il fascicolo amministrativo, chi doveva fare cosa. C'è l'aspetto penale che va salvaguardato dal segreto investigativo, ma c'è anche l'aspetto amministrativo che va inquadrato anche per un dovere di trasparenza».

 

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