Movimenti in entrata e in uscita nelle due realtà giudiziarie della Calabria. Ora l’ultima parola spetta al Plenum del Csm. Preoccupa la carenza negli organici
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Importante movimento di magistrati in Calabria: nella seduta del 25 marzo, la terza commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato i trasferimenti ordinari di sette giudici dal Distretto giudiziario di Catanzaro a quello di Reggio Calabria, con destinazione Corte d'Appello.
Le toghe interessate dal provvedimento, tutte con ruoli di primo piano, hanno presentato domanda per assumere la funzione di consigliere presso la Corte d’Appello reggina. Si tratta di Gianfranco Grillone, consigliere Corte d'Appello di Catanzaro; Giuseppe Perri, consigliere Corte d'Appello di Catanzaro; Antonio Scortecci, giudice del Tribunale di Paola; Urania Granata, giudice del Tribunale di Cosenza; Francesca Familiari, giudice del Tribunale di Cosenza; Elvezia Antonella Cordasco, consigliere Corte d'Appello di Catanzaro; Teresa Valeria Grieco, giudice del Tribunale di Lamezia Terme.
A questi nomi si aggiungono tre magistrati provenienti da fuori regione: Elisabetta Palumbo (Corte d’Appello di Roma), Francesca Grassani (Tribunale di Brescia) e Francesco Angelo Alligo (Tribunale di Siracusa)
Carenze negli organici: i numeri preoccupano
L'operazione di rafforzamento dell’organico reggino si inserisce in un contesto critico per entrambi i Distretti calabresi. Secondo i dati aggiornati, la pianta organica del Distretto di Reggio Calabria prevede 177 magistrati giudicanti, ma attualmente solo 137 sono in servizio, con una scopertura del 22,6%.
Situazione non meno delicata a Catanzaro, dove i giudici in organico dovrebbero essere 265, ma sono 227. Anche qui, la carenza è significativa, con 38 unità mancanti, pari a un 14,34%.
Un doppio impatto
Il trasferimento di sette magistrati da Catanzaro a Reggio Calabria alleggerisce sì la pressione su quest'ultima sede, ma rischia di pesare ulteriormente su una realtà giudiziaria già provata come quella catanzarese, sede della Direzione Distrettuale Antimafia più attiva del Sud Italia.
La speranza, ora, è che i prossimi bandi e le nuove assegnazioni del Csm possano riequilibrare la situazione in entrambi i Distretti, chiamati a fronteggiare quotidianamente sfide complesse in un territorio delicato sotto il profilo giudiziario e sociale.